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28 luglio 2021, Aggiornato alle 16,09
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Traffico marittimo Ue, -10 per cento nel 2020. Ma il commercio cresce

I più colpiti sono stati le crociere, il traffico aereo, stradale e ferroviario, mentre per lo shipping il discorso è più sfaccettato

(Andres Alvarado/Flickr)

Nel 2020 il traffico marittimo europeo è diminuito del 10,2 per cento, a causa della pandemia e del conseguente lockdown mondiale. Lo rileva l'ultimo rapporto dell'European Maritime Safety Agency (EMSA). Ma andando nello specifico emerge un panorama sfaccettato, dove alcune categorie merci (i passeggeri) soffrono molto più delle altre e in cui, paradossalmente, il commercio mondiale via mare è addirittura cresciuto.

Ad essere particolarmente colpito è stato il settore crocieristico, con un calo del traffico di navi dell'86 per cento rispetto al 2019. Dall'altro lato, quello di portarinfuse, chimichiere, portacontainer e petroliere è diminuito del 5 per cento circa. Quasi una nave su cinque nel mondo batte bandiera di uno Stato membro dell'Unione europea.

Il commercio marittimo, rispetto al traffico, è diminuito del 9,3 per cento, quasi il triplo della media mondiale, che si attesta sul 3,6 per cento, equivalente a una perdita di interscambi di 226 milioni di tonnellate.

Passando ai dati doganali, il calo più significativo dei volumi del commercio marittimo è stato quello delle importazioni da paesi terzi, che sono diminuite del 12,2 per cento. Anche il commercio marittimo tra gli Stati membri dell'Ue ha risentito della pandemia, diminuendo del 7,1 per cento. Le esportazioni via mare dall'Ue verso i paesi extra Ue hanno registrato un calo inferiore, del 4,3 per cento.

Tuttavia, la quota di tutto il commercio mondiale trasportato via mare nel 2020 è aumentata di tre punti percentuali all'88 per cento, poiché gli effetti della pandemia hanno avuto un impatto maggiore su altri modi di trasporto come aereo, stradale e ferroviario.

Il commissario europeo per i trasporti, Adina Vălean, spiega che «il COVID-19 ha causato profonde interruzioni a caricatori, noleggiatori, armatori, equipaggi, personale di terra e porti europei, nonché ai nostri modelli commerciali e catene di approvvigionamento più ampie. Mentre concentriamo i nostri sforzi sulla ricostruzione post-pandemia, è essenziale per noi avere un quadro completo dell'impatto della crisi sui settori strategici come quello marittimo, in modo da guidare le nostre politiche e gettare le basi per una ripresa completa e sostenibile».

Per il direttore esecutivo dell'EMSA, Maja Markovčić Kostelac, «il trasporto marittimo ha dimostrato la sua resilienza nel corso della pandemia, mantenendo aperte le linee di rifornimento vitali mentre il mondo è stato bloccato. Il nostro rapporto mostra per la prima volta l'impatto che la crisi COVID-19 ha avuto sul trasporto marittimo nell'Ue e speriamo che informi gli sforzi e le decisioni a livello politico per garantire una piena ripresa per questo settore vitale».

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