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17 gennaio 2021, Aggiornato alle 12,50
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Traffico marittimo, Italia brucia il 40 per cento tra aprile e maggio 2020

Dopo Malta, l'ultimo report di Eurostat piazza il nostro Paese tra quelli che hanno sofferto di più. Cali più contenuti per Francia, Spagna, Olanda


Con 755 milioni di tonnellate, il traffico complessivo movimentato dai porti dell'Unione europea (a 27) è calato del 17 per cento nel secondo trimestre del 2020, rispetto allo stesso trimestre del 2019, e l'Italia è il secondo peggior Paese europeo per performance. Lo rende noto l'ultimo rapporto di Eurostat. Trattandosi del primo periodo di lockdown (aprile-giugno) è probabile che sarà destinato ad essere il calo trimestrale più consistente dell'anno appena passato.

Le statistiche nel dettaglio

Gli unici Paesi europei a vedere crescere il traffico marittimo sono la Norvegia e la Croazia. Quest'ultima ha registrato un aumento di ben il 10,2 per cento, la Norvegia del 2,7 per cento. Anche l'Estonia è cresciuta, dello 0,6 per cento.

Il Paese con la flessione maggiore è stato Malta (-50,8%), seguito dall'Italia con 81,8 milioni di tonnellate (-40,5%), Lettonia (-32,8%), Portogallo (-22,6%) e Slovenia (-20,1%). Cali del 9 per cento o più sono stati registrati in altri 13 Stati membri dell'UE, nonché nel Regno Unito. In Danimarca e Svezia il calo è stato rispettivamente di -1,6 per cento e dell'1 per cento.

Più contenuti i cali degli altri Paesi marittimi. La Francia del 20 per cento, la Spagna intorno al 16 per cento, la Germania intorno al 15 per cento, il Belgio tra il 13 e il 14 per cento, l'Olanda il 10 per cento, la Grecia intorno all 9 per cento.

Tag: economia - porti