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Porto di Napoli
17 gennaio 2019, Aggiornato alle 14,03
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Logistica

Texas e Capodimonte per un centro studi sulle città  portuali

A settembre, nel polo museale napoletano, un centro interdisciplinare per studiare arte, logistica, sociologia e città portuali


Presentato a ottobre dell'anno scorso a Capodimonte, entra nel vivo la collaborazione tra il Museo di Napoli e l'Edith ÒDonnel Institute of Art History dell'Università del Texas di Dallas. Al centro, un polo interdisciplinare che studia i rapporti tra arte e portualità, mettendo insieme conservazione dei beni archologici, pittura, sociologia, architettura, anche studi di genere, sempre in relazione all'arte delle città portuali. Verrà avviato a settembre, al Museo di Capodimonte, si chiamerà Center for the Art and Architectural History of Port Cities, è rivolto ai dottorati del posto e agli studenti delle scuole. Nel frattempo, nei giorni scorsi, è stato presentato anche a San Pedro, a Sud di Los Angeles, in occasione del MoU stipulato tra l'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale e il porto della West Coast.

Il centro studi si troverà per la precisione nel palazzo settecentesco della Capraia (foto in alto). Studierà l'arte e l'architettura di Napoli concentrandosi sulla storia della città portuale, sulla mobilità di opere, artisti e tecnologie. Insieme all'ÒDonnel di Dallas e al Museo di Capodimonte collabora anche l'Università di Parigi-Sorbonne e vedrà coinvolti ricercatori e studenti provenienti da disparate università. La presentazione di ottobre, per esempio, ha visto coinvolti in un simposio decine di università, centri d'arte, musei e biblioteche di tutto il mondo, tra cui: Sannio, Vanvitelli, Suor Orsola, Madre, Università di Pennsylvania, La Sapienza, la Biblioteca Hertziana/Max Planck Institute, Henkel Stiftung di Dusseldorf.

Avrà tre aree di ricerca: una accademica, che guarda anche ai programmi scolastici; un gruppo si occuperà di organizzare convegni internazionali ogni due o tre anni (il primo è stato quello di ottobre a Napoli); infine, la pubblicazione di un giornale digitale battezzato New City/Nuova città. Insieme, dicono gli organizzatori, «questi tre programmi supporteranno l'accesso scolastico, l'interscambio accademico, creando un network di studenti e ricercatori per dialogare tra università, museo e comunità pubblica».