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14 novembre 2019, Aggiornato alle 17,31
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Tangenziale di Napoli, i lavori continueranno fino alla fine dell'anno

In corso lavori di verifica di sicurezza. Chiusa una corsia con grossi disagi alla viabilità. Accesso senza pedaggio fino al 5 novembre

La tangenziale di Napoli (Repubblica Napoli)

Dieci giorni di pedaggio gratis ma altri 67 giorni di caos, fino al 31 dicembre, sulla tangenziale di Napoli a corsie ridotte. Tangenziale di Napoli Spa ha annunciato che fino al 5 novembre gli automobilisti e i trasportatori non pagheranno nulla, fino al 5 novembre. Il CdA che amministra l'autostrada si è riunito in via straordinaria per deliberare una misura richiesta dal ministero dei Trasporti. Lo rende noto il coordinamento degli autotrasportatori Fai-Conftrasporto che ha diramato agli associati un bollettino con tutte le informazioni a proposito: ordinanze, traffico e, soprattutto, data di fine lavori. «Fino a tutto il 5 novembre non un giorno di più», precisa il presidente di Tangenziale di Napoli Spa, Cirino Pomicino.

Perchè ci vuole tanto tempo per finire i lavori? In realtà non è detto che dureranno tanto. Sono due in questo caso le ordinanze che disciplinano i lavori e in genere queste tendono ad andare larghe. «In ogni ordinanza di limitazione - spiega l'amministratore delegato di Tangenziale di Napoli, Riccardo Rigacci - va indicata una data, ma nel caso in cui le verifiche si concluderanno prima, l'ordinanza verrà prontamente revocata». Si tratta di lavori, continua Rigacci, «di natura conservativa correlati più alla prudenza». Tutto questo c'entra con le verifiche di sicurezza avviate dopo il crollo del ponte Morandi?  No, Rigacci sottolinea che l'anno scorso il ministero dei Trasporti ha chiesto alla società di effettuare dei controlli che «non evidenziarono alcun tipo di problematica».

Sul viadotto di Capodichino persisteranno le limitazioni di chiusura di una corsia per senso di marcia e divieto di circolazione ai mezzi con massa superiore alle 7,5 tonnellate, attuate con lo scopo di garantire la migliore sicurezza dell'opera in attesa che vengano completate le attività di verifica tecnica e il ripristino di alcuni ammaloramenti. Un provvedimento che inevitabilmente produce disagi alla circolazione non solo della tangenziale ma della città di Napoli. 

Tangenziale di Napoli Spa ha ricordato i percorsi alternativi 
• per la direzione est/autostrade/Capodichino (tra Fuorigrotta e Corso Malta): uscita Fuorigrotta: via Cintia - Piazzale Tecchio - via Giulio Cesare - via Caracciolo/via Riviera di Chiaia - via Giorgio Arcoleo - tunnel "della vittoria" - via Acton - via Cristoforo Colombo - via Nuova Marina - piazza del Carmine - via del Carmine - Corso Garibaldi - via Casanova - via Nuova Poggioreale - ingresso Corso Malta;
• per la direzione ovest/Pozzuoli (tra Corso Malta e Capodimonte): uscita Corso Malta: via Colonnello Lahalle - via Marchese Giuseppe Palmieri - via Arenaccia - via Nicola Nicolini - via Ponti Rossi - via Capodimonte - ingresso Capodimonte.

Le ordinanze
Due le ordinanze di Tangenziale di Napoli Spa. La prima prevede «la riduzione a due corsie disposta da Tangenziale di Napoli S.P.A. sul viadotto Capodichino, a seguito della indicazione del ministero dei Trasporti di operare verifiche di sicurezza ai sensi delle vigenti norme tecniche per le costruzioni, tra le progressive al chilometro 17+700 e chilometro. 19+100 in entrambe le direzioni est-ovest (Capodichino - Pozzuoli), con la conseguente riduzione delle banchine laterali nelle rampe, immediatamente in uscita est ed immissione in ovest dello svincolo di Corso Malta terminerà alle 24 del 31 dicembre 2019. «Per il completamento delle verifiche di sicurezza si stimano necessari circa 90 giorni».

La seconda ordinanza, la 4/2019, prevede «il divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate nei tratti autostradali Fuorigrotta/Corso Malta in direzione est-Autostrade e Corso Malta/Capodimonte in direzione ovest-Pozzuoli». In questo caso, però, il termine del divieto è previsto più avanti, il 20 gennaio 2020, «scadenza più congrua alla stima dei 90 giorni necessari per le verifiche».

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