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11 aprile 2021, Aggiornato alle 16,33
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Armatori - Logistica

Suez, 300 navi alla fonda ma ancora poche quelle dirottate su Gibilterra

Gli armatori continuano a mettere in attesa i loro mercantili, sperando che Ever Given riprenda a galleggiare nei prossimi giorni

Le navi in rada fuori Suez, 21 marzo/25 marzo (European Space Agency/Flickr)

Il canale di Suez continua ad essere bloccato. Se la situazione resterà così anche la settimana prossima sono previsti i primi concreti disservizi per l'Italia, con blank sailing e difficoltà nell'export.

Maersk, la prima compagnia marittima nel trasporto container, ha aggiornato i suoi clienti parlando di circa 300 navi ferme alla fonda, in attesa. C'è un flusso costante di mercantili che raggiungono i pressi del porto di Suez, l'imboccatura di Sud del canale, ma non sono ancora molte le navi dirottate verso il Capo di Buona Speranza per circumnavigare l'Africa ed entrare nel Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra.

La compagnia danese conta 3 navi proprie bloccate all'interno del canale e 27 in attesa fuori, più altre due che si aggiungeranno oggi. In tutto Maersk ha reindirizzato 15 navi verso l'Africa Meridionale. «Non ci aspettiamo di reindirizzarne ulteriori durante questo fine settimana», ha detto l'armatore, che aggiornerà i suoi clienti lunedì con un nuovo bollettino. Sebbene gli ETA (estimated time of arrival delle navi) siano a rischio, «è troppo presto per indicare i ritardi perché stiamo facendo del nostro meglio per mitigarli».

Questa situazione riflette un generale ottimismo da parte degli armatori, visto che se ci sono così tante navi in attesa vuol dire che il canale potrebbe anche sbloccarsi in settimana, ma il condizionale è d'obbligo visto che se l'alta marea non sarà sufficiente a riportare a galla Ever Given – la portacontainer che da martedì scorso si è insabbiata di traverso poco dopo aver imboccato il canale da Sud – si dovrà procedere con l'allibazione, l'alleggerimento della nave. In questo caso bisognerà svuotarla dell'acqua di zavorra, poi del carburante e infine dei container, il che senza infrastrutture (Ever Given si trova in mezzo al deserto) richiederà parecchio tempo. Giorni, settimane, difficile prevederlo. Senza dimenticare che un'operazione del genere su una nave da oltre 200 mila tonnellate di stazza è molto delicata perché c'è il rischio di comprometterne l'integrità strutturale. A bordo ha all'incirca 20 mila container da venti piedi.

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