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13 agosto 2020, Aggiornato alle 19,00
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Logistica

Sta per nascere FREEeste, il nuovo punto franco di Trieste

Intesa tra porto, prefettura, Regione e comuni per il retroporto di Bagnoli della Rosandra. D'Agostino: "Investiamo solo dove ci sono binari"

L'inteporto di Trieste

Manca ormai poco all'avvio di Freeeste, il nuovo punto franco dell'interporto di Trieste. Venerdì è stata firmata l'intesa per lo spostamento del regime giuridico a Bagnoli della Rosandra, nell'area di proprietà dell'Interporto di Trieste, dove si sta incardinando un polo retroportuale logistico e industriale che darà nuova linfa allo scalo giuliano.

L'accordo è stato sottoscritto nella Torre del Lloyd  tra l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico orientale, la prefettura di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia, i comuni di Trieste e San Dorligo della Valle e il consorzio di Sviluppo economico locale dell'area giuliana (SELAG). Un atto propedeutico all'emanazione del decreto del presidente dell'Adsp, Zeno D'Agostino – si prevede nei prossimi giorni – per avviare definitivamente le attività. Un «momento storico» secondo D'Agostino.

Il nuovo punto franco
La struttura di Bagnoli della Rosandra, acquisita dall'Interporto di Trieste da Wärtsila Italia nel dicembre 2017 per circa 20 milioni di euro, comprende un'area di 240 mila metri quadri, di cui 74 mila coperti e include un raccordo ferroviario  con la stazione di Aquilinia. L'acquisizione è nata da una carenza di spazi a Fernetti per ospitare attività logistica. «Questa è un'operazione fondamentale - spiega Giacomo Borruso, presidente dell'Interporto di Trieste - perché ha permesso la realizzazione di un'area retroportuale adeguata alle attuali esigenze di sviluppo dello scalo giuliano. Ora con il Punto Franco prevediamo un ulteriore aumento delle nostre attività». L'inaugurazione della struttura è prevista a febbraio che prevede anche un magazzino refrigerato con una prima unità di 20 mila posti pallet in una parte delle aree coperte, sia a supporto dell'export dei prodotti regionali che per l'import di prodotti deperibili in distribuzione in Europa. Nel comprensorio esiste un raccordo ferroviario interno, che sarà completamente rimesso a nuovo e allacciato alla stazione di Aquilinia tramite una bretella di due chilometri di proprietà di Coselag, il consorzio SELAG.  I lavori di riattivazione della stazione di Aquilinia saranno invece portati avanti da Rete ferroviaria italiana con un investimento di circa 17 milioni. Con la fine dei lavori ferroviari, previsti entro l'inizio del 2020, Aquilinia diventerà stazione di riferimento per tutto il porto industriale, collegando FREEeste, piattaforma logistica e area ex-Aquila.

L'interporto sta già operando nei nuovi magazzini da giugno dell'anno scorso con l'acquisizione di coils e forestali, movimentazione e deposito per l'industria locale come Wärtsila Italia e Mangiarotti. Ad oggi sono state movimentate 37 mila tonnellate di merce. Lo step successivo sarà rendere operativa la parte ferroviaria. «L'area è completamente efficiente proprio grazie alla presenza della ferrovia. L'Autorità di sistema investe solo dove vi è la presenza di binari», specifica D'Agostino. 

Tag: trieste