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Porto di Napoli
17 ottobre 2018, Aggiornato alle 17,08
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Infrastrutture - Logistica

Spinelli-iCON entra nel Salerno Container Terminal

La maggioranza in mano al gruppo Gallozzi, ora con risorse finanziarie tali che lo porteranno negli anni a potenziarsi, cominciando da nuove gru e nuovi spazi nell'entroterra


di Paolo Bosso

Le grandi alleanze armatoriali e societarie che stanno caratterizzando lo shipping negli ultimi anni sbarcano anche a Salerno. Concludendo una trattativa iniziata a luglio dell'anno scorso, il gruppo Spinelli di Genova, attraverso il fondo inglese iCON Infrastructure (proprietaria del gruppo genovese al 45 per cento), entra nel capitale di Salerno Container Terminal (Sct) del gruppo Gallozzi. L'azionista di maggioranza resta sempre quest'ultimo, ora col 55 per cento, seguito da Spinelli con il 30 e il restante 15 per cento a Contship tramite il La Spezia Container Terminal, altro grosso terminalista portuale italiano presente nella compagine dal 1991.

Sct avrà a disposizione più capitali da investire per fare principalmente due cose: potenziare il terminal con cinque nuove gru e nuovi mezzi di banchina, e aggiungere altri retroporti, considerando che il porto è saturo. Nasce «il primo network di terminal portuali indipendenti», secondo Agostino Gallozzi, presidente di Sct. Investimenti superiori ai dieci milioni di euro per infrastrutture che avranno necessariamente bisogno dell'allargamento dell'imboccatura e dei dragaggi, attualmente in corso da parte dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale guidata da Pietro Spirito. Quando poi verrà istituita la Zona economica speciale in Campania - la Regione a fine marzo ha approvato il piano strategico, ora manca solo il decreto del presidente del Consiglio - il terminal potrà godere di un contesto economico favorevole che serve, oltre alla Campania, il basso Lazio, l'Abruzzo, la Basilicata, la Calabria del Nord e la Puglia.

Alleanze strategiche e grosse risorse finanziarie, è questo il senso dell'operazione. «In un mondo sempre più competitivo e animato da grandi alleanze, senza aggregazioni, da soli, non si va da nessuna parte», conclude Gallozzi.

Nella foto, da sinistra, Enrico, Agostino e Vincenzo Gallozzi