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13 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Politiche marittime

Sos tonno rosso, Guardia Costiera in campo per la tutela

Svolta un'intensa attività navale di controllo e verifica sulla pesca con le reti a circuizione


Tratto da DL News

Alla fine di maggio i mezzi navali d'altura della Guardia Costiera e i team ispettivi dei comandi territoriali hanno effettuato specifiche attività di controllo atte a verificare l'attuazione delle norme riguardanti la pesca al tonno rosso e l'uso illegale delle reti da posta di tipo derivante.

Il tonno rosso solo su autorizzazione
In particolare, nave Diciotti CP 941, impegnata in attività operativa in quell'area, e nave Ingianni CP 409 hanno svolto attività di controllo e verifica sulla pesca al tonno rosso con le reti a circuizione. La pesca al tonno rosso con questi attrezzi può essere praticata, dalle sole unità autorizzate, dal 26 maggio al 1° luglio di ogni anno. Tale attività, tuttavia, deve svolgersi entro certi limiti di cattura (quote) e nel rispetto di precise procedure, così come sancito dalla normativa nazionale e internazionale in armonia a quanto stabilito dal piano pluriennale di gestione dell'ICCAT (Commissione Internazionale per la tutela dei tonni di nell'Atlantico e nel Mediterraneo). Nell'ambito dei suddetti controlli, gli ispettori pesca della Guardia Costiera hanno sanzionato 4 pescherecci che, a seguito della cattura, non avevano compilato e/o consegnato la prevista documentazione, utile a fornire la tracciabilità del prodotto. Quattro i verbali amministrativi elevati, per un totale di oltre 10.000 euro di sanzioni.

Quelle maledette reti per catturare i pesci 
Sempre nell'ambito dei controlli pesca al tonno rosso, il personale degli uffici circondariali Marittimi di Marsala e Termini Imerese, a seguito di specifica attività d'indagine, ha intercettato alcune attività di sbarco illegale del tonno rosso destinato al mercato nero. L'attività ha portato all'elevazione di 4 verbali amministrativi per un totale di circa 30.000 euro di sanzioni. 2,5 le tonnellate di tonno rosso poste sotto sequestro. L'attenzione rimane alta anche nell'ambito del contrasto all'uso delle reti da posta derivanti illegali, strumenti di pesca non selettivi che costituiscono dei veri e propri muri della morte per i cetacei e le tartarughe che vi rimangono impigliati. In tale ambito, la Guardia Costiera di Reggio Calabria all'alba di domenica, a largo di Bagnara Calabra, ha provveduto a sequestrare 1.200 metri di rete derivante illegale. In corso, anche un'attività della Guardia Costiera di Sant'Agata di Militello con il supporto del Nucleo subacquei della Guardia costiera di Messina che stanno procedendo al recupero di alcune reti abbandonate fuori dal porto e utilizzate illegalmente. Tale attività di contrasto alla pesca illegale, svolta dalla Guardia Costiera, è fondamentale per la salvaguardia dell'ecosistema marino, per il sostegno degli operatori del settore pesca che operano nella legalità e per la tutela del consumatore finale.

Il commento di Decio Lucano
Secondo The Economist in un lungo articolo inchiesta intitolato All the fish in the sea la richiesta di pescato è aumentata nel mondo mentre in mare i pesci diminuiscono. Questi sono i paesi che effettuano pesca di tutti i tipi mentre per salvaguardare l'equilibrio ecologico e alimentare dovrebbero moderare la loro cupidigia: Giappone, Sud Corea, Taiwan, Spagna, Stati Uniti, Cile, Cina, Indonesia, Filippine, Francia.