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04 ottobre 2022, Aggiornato alle 11,35
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Logistica

Sicilia, per Alis le proteste dell'autotrasporto danneggiano la filiera

Oggi le principali sigle sindacali saranno ricevute dalla viceministra Bellanova per fare il punto

Marcello Di Caterina, vicepresidente di Alis

«Le proteste contro il caro energia ed i blocchi alla circolazione promossi in Sicilia da alcune associazioni autonome che stanno agendo in solitudine rischiano di evolvere ulteriormente e di danneggiare sempre più l'intero settore del trasporto e della logistica, causando ripercussioni anche sulla stabilità dei cicli produttivi e distributivi. Per tale ragione, ALIS continua a mantenere una posizione di netta distanza da forme di sciopero che alimentano tensioni sociali nell'intero territorio siciliano e in tutta Italia». Così il vicepresidente di ALIS, Marcello Di Caterina, commenta il perdurare delle proteste dell'autotrasporto in Sicilia. 

Da qualche giorno sono in corso una serie di proteste nella regione, con presidi ai caselli autostradali. Li hanno proclamati gruppi autonomi, non legati ad associazioni nazionali come Fai-Conftrasporto o Unatras. Sigle convocate oggi dalla viceministra alle Infrastrutture, Teresa Bellanova, proprio per affrontare l'emergenza. Escusa Trasportounito, che in una nota parla di «inviti selettivi» e di un «pessimo segnale» per le trattative, che alimenta la «rabbia sociale».

«Pur comprendendo – continua - le notevoli difficoltà che i rincari dell'energia e dei carburanti stanno causando ad aziende ed operatori del comparto, non possiamo non tener conto che tale situazione è una diretta conseguenza dello scenario economico globale. Pertanto ribadiamo la necessità di proseguire un dialogo costruttivo tra imprese ed Istituzioni ed accogliamo con favore la proposta, avanzata da alcuni deputati, di avviare al più presto un ciclo di audizioni presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati non solo con le sigle sindacali, ma con tutte quelle associazioni di categoria che rappresentano il settore e che intendono trovare soluzioni rapide e serie per evitare tensioni e salvaguardare l'intera filiera logistica, senza causare danni alla collettività».