|
napoli 2
23 giugno 2021, Aggiornato alle 19,08
intersped 2

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

unitraco2
Politiche marittime

Shipping in ritardo dopo lo sblocco di Suez

La situazione è tornata a una relativa normalità: per recuperarla del tutto ci vorranno altri mesi, forse fino all'autunno. Perché?

Il canale di Suez (Wilhelm Joys Andersen/Flickr)

di Paolo Bosso (da Il Post del 10 maggio)

L'incagliamento della Ever Given nel canale di Suez ha portato all'attenzione di tutto il mondo l'infrastruttura importantissima eppure relativamente nascosta delle spedizioni marittime sulle navi portacontainer, e il ruolo centrale che hanno nell'economia globale. Bloccando per giorni la via commerciale che collega Asia ed Europa ha portato gli interscambi commerciali indietro al XIX secolo, quando si doveva circumnavigare l'Africa per raggiungere i due continenti. E ha causato a una serie di ritardi nella catena di approvvigionamento globale che, a distanza di un mese e mezzo, non sono affatto stati superati.

È stato calcolato che le perdite economiche nei sei giorni in cui la Ever Given è rimasta incagliate siano state di circa 9 miliardi di dollari al giorno (circa 7,5 miliardi di euro). Soltanto Maersk, il primo armatore al mondo che trasporta container, ha contato fino a 50 navi in ritardo e prevede che la normalità delle consegne non tornerà prima della fine dell'estate o dell'inizio dell'autunno. E Maersk non è logicamente l'unico armatore che transita nel canale di Suez.

Questo non significa solo che quella lampada ordinata su Amazon arriverà in ritardo, ma anche che la catena logistica nella sua integrità – quella strutturata sui quattro assi nave, aereo, treno e camion, racchiusa nel termine intermodalità – va in affanno e i trasportatori (lunghe distanze), i manager delle imprese, gli operai, i corrieri (ultimo miglio) lavorano sotto pressione. Ma come funzionano i ritardi nello shipping?

I trasporti marittimi sono organizzati in "servizi", linee regolari con frequenze generalmente settimanali, percorse continuativamente da un certo numero di navi che toccano diversi porti di approdo (call). Le navi più grandi, come la Ever Given, possono essere gestite da un numero limitato di porti nel mondo: da questi partono solitamente altre linee marittime localizzate verso i porti minori, raggiunte da navi cargo più piccole su cui vengono trasbordati i container. In Italia per esempio i porti dei servizi intercontinentali o internazionali sono principalmente Genova, Trieste e Gioia Tauro. Quest'ultimo è specificamente un porto di trasbordo, un hub da cui partono servizi verso altri porti italiani.

Se in uno stesso servizio una nave è in ritardo di una settimana e una è puntuale, spiega Maersk in un report dedicato ai clienti, navigheranno in parallelo e giungeranno lo stesso giorno in una call, una delle tante tappe che portano una nave mercantile, per esempio, da Shanghai ad Anversa (rotta westbound) o da Shenzhen a Los Angeles (rotta eastbound pacifica, che si differenzia dalla eastbound atlantica, più battuta dal flusso di trasporto energetico).

Continua a leggere su Il Post

-
credito immagine in alto

Tag: suez