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30 settembre 2020, Aggiornato alle 18,05
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Shipbreaking, sbagliato promuovere Alang

Secondo l'associazione ambientalista, il report dell'Ecsa sull'impianto di demolizione navale indiano ignora volutamente condizioni precarie per l'ambiente e per i lavoratori


Un rapporto che ha volutamente ignorato una realtà precaria e pericolosa. La rete ambientalista Ong Shipbreaking Platform condanna senza appello la relazione pubblicata dall'associazione degli armatori europei Ecsa in merito alla visita ai cantieri di demolizione di Alang in India. Il report, secondo Shipbreaking, ha ignorato le molte gravi lacune del metodo smantellamento delle vecchie navi, compresa l'incapacità di garantire il contenimento degli inquinanti e di garantire la sicurezza sul lavoro. Nel documento l'Ecsa aveva invece precisato che "le pratiche di riciclaggio e demolizione navale ad Alang stanno gradualmente migliorando".


"Questo non è il rapporto di una missione di accertamento dei fatti, ma una brochure di promozione per i cantieri indiani. Non ci sono soluzioni fornite alle gravi preoccupazioni che abbiamo sollevato con Ecsa, e nessuna richiesta di miglioramento", dice Patrizia Heidegger, direttore esecutivo di Shipbreaking Platform. "Il vero intento è quello di ottenere il sostegno per la soluzione più conveniente per i proprietari di navi: la continuazione del metodo a basso costo di demolizione che permette il massimo profitto per le compagnie di navigazione".