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25 novembre 2020, Aggiornato alle 19,13
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Cultura

Sam Nujoma, la nave che prende diamanti dall'oceano

Al largo della Namibia, un'unità offshore garantirà a De Beers estrazioni fino al 2035


Dal fondale oceanico tubi flessibili e trivelle portano in superficie ghiaia preziosa, ricca di diamanti. Siamo al largo della Namibia, Africa meridionale, lato Atlantico, nella nuova frontiera della raccolta di pietre preziose. La nave offshore Sam Nujomarivela il Washington Post, ha dato il via a una campagna di ricerca e raccolta di diamanti nei fondali marini, con una tecnica che consiste sostanzialmente nel dragaggio dei fondali attraverso aspirazione verticale direttamente dall'imbarcazione o con il rastrellamento orizzontale attraverso un "lombrico" cingolato sul fondale.  È stata varata a giugno dal gruppo De Beers, fondato nel 1888 a Johannesburg, quello di "un diamante è per sempre". Gli ambientalisti protestano, vista la fauna e flora recuperata insieme a fango e diamanti. Gli operatori rispondono che tutto il materiale viene riadagiato sul fondale, escluse le pietre preziose.
 
In realtà questa tecnica di raccolta non è nuova. Negli anni sessanta i colonizzatori della Namibia recuperavano dal fondale centinaia di migliaia di carati. Trent'anni dopo, nel 1991 De Beers ha ottenuto i diritti di estrazione su quasi 5 mila chilometri quadrati di Oceano Atlantico. Fino ad adesso, secondo i calcoli della multinazionale, ne ha esplorato appena il 3 per cento. Minerali che generano un quinto delle entrate del Paese, che riceve 80 centesimi per ogni dollari namibiano ricavato dalla locale Debmarine Namibia, joint venture con De Beers. La novità è che assisteremo ad un uso sempre più intensivo di questa forma di estrazione. Nel 2050 gli esperti prevedono l'esaurimento dei filoni terrestri per cui non resterà che raschiare un fondale complicato da raggiungere ma molto prezioso, considerando che il sale rende più puri i diamanti. Sam Nujoma è costata 157 milioni di dollari, più o meno quanto una portacontainer di ultima generazione ma è lunga un quarto (113 metri) con una stazza di meno di un decimo di una tripla-E Maersk (12 mila tonnellate). A bordo strumenti di scandaglio mappano il fondale, i sedimenti vengono recuperati e setacciati, i diamanti recuperati e infine i sedimenti rimasti riversati in mare. Garantirà estrazioni fino al 2035.
Tag: offshore