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06 agosto 2020, Aggiornato alle 12,33
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Logistica

Russia, sanzioni occidentali "spopolano" la rotta artica

Dopo i primi test, incoraggiati dalle basse tariffe applicate da Mosca, diminuiscono le navi in transito sulla Northern Sea Route


Sempre più solitaria la Northern Sea Route, la rotta di navigazione Artica che passa lungo le coste settentrionali della Russia. Settantuno mercantili si erano avventurati nel 2013 tra i ghiacciai dell'estremo nord, un numero che si prevedeva in crescita. E invece nel 2014 i cargo in transito sono scesi a 53, soprattutto rinfusiere e navi-cisterna per il gas naturale liquefatto battenti bandiera russa. Perché questa inversione di tendenza? Secondo Bjorn Gunnarsson, direttore del Centre for High North Logistics che è finanziato dal governo norvegese e dalle aziende interessate nello sviluppo delle vie artiche, la causa principale sono le sanzioni occidentali imposte a Mosca dopo l'invasione della Crimea ordinata da Putin e il suo coinvolgimento nella crisi ucraina. "Molte proiezioni sull'interesse estero per questa rotta erano troppo ottimistiche", spiega all'agenzia Reuters Gunnarsson. "Le restrizioni dei Paesi occidentali colpiscono direttamente i progetti energetici nella regione artica e indirettamente il trasporto". Usando la Northern Sea Route (resa praticabile dallo scioglimento dei ghiacci causato dal riscaldamento globale) una nave percorre da Shanghai a Rotterdam 8050 miglia nautiche, contro le 10.500 della rotta che passa dal Canale di Suez. Ma molte compagnie straniere hanno comunque deciso, dopo i primi test incoraggiati dalle basse tariffe russe, di non proseguire nella navigazione. "Sarà sempre una via commerciale di nicchia, ma con le giuste condizioni potrebbe crescere in modo significativo", ha detto Patrick Mossberg, chief operating officer dell'armatore svedese Marinvest. L'interesse per la rotta potrebbe essere rilanciato dal progetto da 27 miliardi dollari denominato Yamal Lng e in fase di realizzazione sulla costa settentrionale della Russia, che dovrebbe partire nel 2018 e consentire alle metaniere di esportare gas sia in Asia che in Europa occidentale. Ma pure se dovesse riguadagnare consensi, Mossberg ritiene che la rotta scoperta nel 1878 dall'esploratore finnico-svedese Nordenskiöld non potrà andare oltre le 200 navi all'anno, più o meno lo stesso numero di imbarcazioni che transitano a Suez in cinque giorni.