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08 agosto 2020, Aggiornato alle 12,18
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Rotterdam inaugura metà Maasvlakte II

È il primo terminal container completamente automatizzato. Oggi 2,7 milioni di teu l'anno, quando sarà pienamente operativo oltre 4 milioni, senza quasi nessuno in banchina


Una cerimonia regale per il più avanzato terminal container d'Europa e uno dei più automatizzati al mondo. È Maasvlakte II, nel porto di Rotterdam, inaugurato sabato scorso dal re Guglielmo Alessandro dei Paesi Bassi (foto, terzo da sinistra) di fronte a una platea di 500 operatori dello shipping e istituzioni olandesi.
 
È stata inaugurata la prima metà del terminal, ma già i numeri sono impressionanti. I lavori sono iniziati a maggio 2012 per consegnare ad oggi 86 ettari (122 campi da calcio) con un chilometro di banchine che sfiorano i venti metri di profondità.

Un terminal senza persone
Solo questa prima metà raggiunge per estensione e capacità i più grandi poli container di Amburgo o Anversa, ma la vera chicca è una gestione completamente automatizzata dello sbarco/imbarco, fino allo stoccaggio a terra. Praticamente in banchina, a parte i gabbiani e l'equipaggio a bordo, non ci sarà nessun altro.
Si parte da gru di banchina di ultima generazione che svuotano/riempiono le navi - ship-to-shore a controllo remoto (Automated Rail-Mounted Gantry Cranes) – per finire con Lift-Automated Guided Vehicles, mezzi di piazzale che gestiscono i container da caricare sulle navi o stoccare a terra. Ciascuna gru costa sui 5 milioni di euro. Quando anche l'altra metà del terminal sarà operativa, su 2,8 chilometri banchine ci saranno 54 gru ship-to-shore assistite da 62 mezzi di piazzale. Maasvlakte II movimenterà da oggi, ogni anno, 2,7 milioni di container, suppergiù quanto il vicino Maasvlakte I. Quando anche l'altra metà sarà operativa ne movimenterà 4,5 milioni in 180 ettari (257 campi di calcio).

APM Terminals, la società proprietaria che finora ha investito in Maasvlakte II 500 milioni di euro (più 900 milioni finanziati dall'Europa), dichiara che tutta l'energia arriverà dalle pale eoliche del Mare del Nord. «Lavorerà a zero emissioni, con una produttività superiore al 40% rispetto alla media degli altri terminal» spiega l'amministratore delegato Kim Fejfer.