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03 febbraio 2023, Aggiornato alle 09,44
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Rinnovo flotte, assegnate meno della metà delle risorse

Dei 500 milioni appena 170 sono stati assegnati. Per Confitarma è il sistema di finanziamento che è sbagliato, legato a vincoli geografici che cozzano con l'internazionalità dello shipping

(M.Peinado/Flickr)

La difficoltà di assegnare tutte le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza è un fenomeno sempre più emergente ora che questi soldi si stanno concretizzando in bandi, assegnazioni e progetti. Nel campo armatoriale, per esempio, dall'analisi dei dati relativi alla ripartizione delle risorse stanziate recentemente dal ministero delle Infrastrutture (tramite il decreto legge 59/2021) per il rinnovo delle flotte, emerge che il 67 per cento di questi fondi, oltre 330 milioni di euro, non è stato assegnato, quota che sale al 75 per cento per gli stanziamenti dedicati al refitting, mentre quella per la costruzione di nuove navi l'avanzo è pari al 55 per cento.

Il dibattitto su questa questione in genere fa ricadere le cause non tanto alla mancanza di proposte di finanziamento quanto in generale alla burocrazia che rende troppo complicato per le imprese presentare le domande, oppure più in particolare a limiti intrinseci al finanziamento che non viene incontro alle necessità del comparto. Confitarma sottolinea in un comunicato come questa limitata assegnazione delle risorse non vada tanto attribuita a una mancanza di interesse delle compagnie marittime italiane quanto ai vincoli previsti per l'accesso che escludono proprio una parte della flotta. Tra le maggiori criticità Confitarma ne evidenzia due: il vincolo geografico quinquennale legato all'utilizzo dell'unità oggetto di incentivazione e l'obbligo di effettuare gli interventi, anche quelli di refitting, solo nei cantieri europei.

Per quanto riguarda il vincolo geografico, l'associazione armatoriale italiana sottolinea che solo una parte del naviglio mercantile operato dall'armamento nazionale è impiegato su rotte che toccano continuativamente un porto italiano. Di fatto imporre tale vincolo ha escluso molte imprese, nonostante il complicato processo della transizione ecologica riguardi tutte le navi. Infine, per quanto riguarda il vincolo cantieristico europeo l'intensità dell'incentivo soprattutto sul refitting è inferiore al differenziale di costo che si registra nei cantieri extra-comunitari.

«Alla luce di quanto considerato, Confitarma chiede al governo di adottare al più presto le azioni necessarie affinché le risorse residuate non vengano disperse. Auspichiamo che il governo migliori la strategia di accompagnamento del settore verso la transizione green dell'intera flotta mercantile», conclude la nota di Confitarma.

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Tag: confitarma