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03 ottobre 2022, Aggiornato alle 12,17
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Rilancio container a Taranto, nel piano di Yilport c'è l'intermodalità

Il gruppo turco concessionario del polo contenitori ha presentato all'autorità portuale un nuovo piano industriale, dopo anni di traffico ben al di sotto delle potenzialità. Il primo luglio la partenza della prima locomotiva

Il San Cataldo Container Terminal del porto di Taranto

Dopo quasi quattro anni di affidamento (un paio di gestione), due anni di pandemia e lockdown, e ora la crisi internazionale per la guerra in Ucraina, il gruppo terminalistico turco Yilport si ritrova a riscrivere il piano industriale per il rilancio del porto di Taranto. Concessionario del Taranto Container Terminal (con la società San Cataldo Container Terminal) da novembre del 2018, ha presentato all'Autorità di sistema portuale dello Ionio – su contestazione del presidente Sergio Prete - un nuovo programma di investimenti e organizzazione del polo da 1,800 metri lineari di banchina e aree retroportuali per un milione di metri quadri, che nel 2021 ha movimentato appena 11,841 TEU, numeri molto lontanti dai 200 mila TEU prospettati nell'anno dell'insediamento e dai 4 milioni di TEU prospettati nel giro di dieci anni. Nel 2020, l'anno del lockdown, sono stati movimentati 5,512 TEU. All'inizio dell'anno il terminal ha beneficiato della saturazione del Malta Container Terminal.

La base del nuovo piano industriale, di cui non sono ancora noti i dettagli, è l'intermodalità. Dal primo luglio la società turca ha detto che sarà operativo il primo treno del terminal container. Dall'altro lato, Yilport chiede all'autorità portuale i dragaggi per portare il pescaggio a 16,5 metri, consentendo l'ingresso di navi più grandi e ottimizzando i flussi merce. Ad oggi, Yilport ha investito 20 milioni di euro nel terminal.

Per quanto riguarda i dragaggi, nelle scorse settimane, quando si parlava della presentazione del piano da parte di Yilport, Prete ha detto che «è in corso l'esame tecnico imposto dal nuovo decreto in materia di Valutazione di impatto ambientale. Sarà completato nel giro di alcune settimane, dopodiché si potrà partire con i lavori. Il quadro economico complessivo ammonta a circa 80 milioni ed è relativo a dragaggio e cassa per il deposito dei materiali dragati, quest'ultima già costruita».

La contestazione di Prete prevede la revoca della concessione per i mancati risultati raggiunti, oppure la revisione del piano industriale. Il terminal è operativo con 7 gru di banchina, 16 gru a portale su rotaia, 15 ralle e due locomotive. Poi, due magazzini e un'officina.