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15 novembre 2019, Aggiornato alle 12,42
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Revisione Ten-T, ESPO: "I porti sono hub di tecnologia"

L'associazione dei porti europei invia all'Ue le sue proposte di modifica del Regolamento 1315/2013, quello che organizza le reti transeuropee di trasporto

(bothniancorridor.com)

«È giunto il momento di adattare le Ten-T alle nuove realtà del mercato. Guardare ai porti non solo come trasporto ma anche al ruolo che possono avere nella decarbonizzazione e nella digitalizzazione della logistica. Oggi i porti sono molto di più che una componente del trasporto marittimo». La segretaria generale dell'European Sea Port Organization (ESPO), Isabelle Ryckbost, commenta così le proposte che la sua associazione ha consegnato alla Commissione europea in questa prima fase di revisione del Regolamento 1315/2013, quello che stabilisce nei minimi dettagli come strutturare le Ten-T, le reti di trasporto che si muovono all'interno e all'esterno dell'Unione europea (da qui la dicitura "reti transeuropee di trasporto"). Stabilisce sostanzialmente quali sono i corridoi principali - stradali, ferroviari e marittimi - con cui persone e merci circolano tutti i giorni in Europa. Un regolamento fondamentale perché determina anche la pianificazione finanziaria.

Il rapporto completo di ESPO

Attualmente la revisione del regolamento sulle Ten-T è in fase di consultazione pubblica. Seguirà uno studio di valutazione, più altre consultazioni mirate, per arrivare alla proposta di revisione della Commissione Ue entro la prima metà del 2021.

Ci vogliono i soldi
Uno degli elementi determinanti per l'aggiornamento delle Ten-T sono i finanziamenti. L'ESPO ha calcolato che nei prossimi dieci anni i principali porti dei Paesi membri avranno bisogno di 48 miliardi di euro ma tra il 2014 e il 2017 gli organismi di gestione dei porti sono stati in grado di ottenere solo il 4 per cento del bilancio dei trasporti CEF. Questo significa che, continuando con questo ritmo, sarà molto difficile disegnare una rete transeuropea dei trasporti ottimale.

Ambiente, automazione, clima, tecnologia
Secondo ESPO, l'Ue, nel processo di aggiornamento delle Ten-T, dovrà tener conto di una serie di fattori: la crescita del volume di trasporto e delle economie di scala; le sfide sociali legate all'inquinamento, al cambiamento climatico e all'automazione; le nuove tecnologie e infine il ruolo amministrativo dei porti. L'Ue deve riconoscere ad alcuni porti il ruolo di nodo strategico multimodale anche per l'energia e le tecnologie digitali.

Porti più vicini tra loro
Negli ultimi anni i porti europei sono stati sempre più coinvolti in processi di cooperazione, raggruppamento o fusione (com'è successo in Italia con la riforma dei porti alla fine del 2016). Anche di questo dovrà tener conto la nuova politica europea delle Ten-T, mantenendo però, precisa ESPO, la differenziazione di base tra porti "core" e porti "globali".

Autostrade del mare prioritarie
Implementate nei corridoi Ten-T, per ESPO, dovrebbero essere anche le autostrade del mare (motorways of the seas, MoS), «per sfruttare appieno il potenziale dei collegamenti marittimi. Il trasporto marittimo dovrebbe essere fortemente agevolato. I requisiti di MoS dovrebbero essere rivisti e i collegamenti tra due Paesi riconosciuti come prioritari e transfrontalieri».

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Tag: espo - ten-t