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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Raccolta rifiuti portuali, Espo sollecita Ue a fare di più

L'associazione riassume in un documento la sua posizione in merito alla revisione della direttiva europea n. 59 del 2000


Bene, ma non basta. Si può sintetizzare così la posizione dell'European Sea Ports Organisation (Espo) in merito alla revisione della direttiva europea n. 59 del 2000 relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico.

L'associazione delle Autorità portuali europee ha spiegato in un documento che lo spirito e gli obiettivi della direttiva sono ancora validi, ma sono necessarie più precise definizioni, chiarimenti e orientamenti. Inoltre - sottolinea Espo - la discussione sull'adeguatezza degli attuali impianti portuali deve essere concreta e basata su dati fondati. Secondo l'associazione la maggior parte dei problemi si riscontrato a monte della catena di trattamento dei rifiuti e che i porti sono parte della soluzione e non del problema.

Espo inoltre sollecita la definizione di piani di raccolta e di gestione dei rifiuti che siano consultati e comunicati appropriatamente e che l'imposizione di un sistema di pagamento unico in Europa non sia soltanto un'opzione. Infine l'associazione europea chiede un rafforzamento dell'implementazione del sistema di informazione e di monitoraggio e ritiene utile l'inserimento di nuove tipologie di rifiuti nel campo di applicazione della direttiva.