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Porto di Napoli
19 ottobre 2018, Aggiornato alle 10,09
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Cultura

Primati su ferro e ministeri (della Marina) perduti. La memoria corta degli italiani

Chi ricorda che nel 1839 la linea Napoli-Portici fu la prima ferrovia della Penisola? E che nello stesso periodo fu inaugurato un dicastero di cui oggi molti invocano il ritorno?


di Anna Bartiromo - DL News 

Fa piacere dopo tanto tempo sentir qualcosa che riguarda la ferrovia Napoli-Portici. Un ricordo che tu Decio hai voluto sottolineare nell'ampia carrellata di notizie* circa i vari, primi collegamenti su rotaie, di una volta, tra le città. Ed io che, come ben sai, pur essendo nata a Piano di Sorrento, sono vissuta a Portici per quasi 24 anni con buona parte della mia famiglia che abitava lì, sentivo i miei nonni parlare con entusiasmo di questo argomento a cui non avevano potuto assistere ovvio, di persona, aggiungendo che l'ospite d'onore a bordo, del treno, quel giorno, era proprio il Re. Infatti, il 3 aprile del 1839 un convoglio composto da una locomotiva a vapore di costruzione inglese – Longridge, con comode poltrone in marrone - univa Napoli a Portici con fermata al Granatello (cosa che pochi sanno), poiché neanche oggi, che è comunque una fermata d'obbligo prima di proseguire per Salerno, ne si evidenzia il nome. Un doppio binario lungo 7,25 km di fronte a quello che, allora era un lungomare azzurro e  meravigliosamente pulito, richiamo domenicale di cavalieri e dame, alcune agghindate di abiti fruscianti e gioielli vistosi.

Non solo, ma Vittorio Emanuele II un po' prima, come si legge dalla Tua news*, istituiva un ministero che io, come tanti altri, riteniamo di grande importanza, quello della Marina che comprendeva sia la Marina Mercantile che Militare. E non è certo per il gusto di essere tacciata come nostalgica che, per un Paese di mare come il nostro, il potersi vantare di avere un tale Ministero, ben articolato e con un unico, preciso fine, credo sarebbe davvero motivo di orgoglio. Il nome che porta oggi - e non lo ripeto perché per me non significa niente - convinta come sono che ne abbia svilito il vero significato riducendone all'osso il Valore, è semplicemente irrisorio.

Quanto all'avanzata della tecnologia di cui comunque,come sostieni, non possiamo fare a meno e da cui, volente o nolente, siamo coinvolti appieno come in un vortice che non ci dà tregua, approfitto per rifarmi ancora una volta  ad un precursore di questa  riflessione che è D.H. Hawrence, esimio scrittore Inglese che, nel suo capolavoro-England my England, definiva Mostro distruttore, tutta quanta la tecnologia che già allora avanzava, auspicando, meglio, ipotizzando un'Inghilterra  protetta da un grande giardino cinto da un'ampia siepe che la difendesse... Mi chiedo quali paure ci affliggeranno quando (e non ci vuole molto) saranno solo i robot a sostituire appieno l'uomo nelle sue mansioni, quali problematiche che adesso sfuggono ai più, dovremo affrontare, da impreparati quali siamo, visto che stoltamente, inneggiamo convinti ad un mondo così?

*DL News di Decio Lucano

 

Immagine: Salvatore Fergola, "Inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici"