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Porto di Napoli
15 dicembre 2018, Aggiornato alle 12,25
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Cultura - Infrastrutture

Portosalvo, dal Giubileo del Mare al declino in terra

Splendore e decadenza della cinquecentesca chiesa storicamente legata al porto di Napoli


di Antonio Pariante*


Sono trascorsi sette anni dal Giubileo del Mare, celebrato dal Cardinale Crescenzio Sepe nel lontano giugno del 2011, e la chiesa di Santa Maria di Portosalvo, conosciuta in tutto il mondo come la "chiesa dei pescatori e dei marinai" dell'antico porto di Napoli, è passata dall'occasionale splendore alla sua definitiva decadenza. Sette lunghi anni nei quali tante belle intenzioni e tanti buoni propositi, annunciati per il doveroso recupero del suo decoro e della sua dignità come significativo luogo di culto ed importante edificio storico della città,  si sono presto scontrati con la dura realtà del territorio.


La chiesa di Portosalvo, dopo cotanta celebrazione, si ritrova infatti nuovamente sola e abbandonata in mezzo al traffico di via Marina come prima e peggio di prima. Illusa da un improbabile restauro e da un cantiere infinito, la piccola chiesa costruita nel ‘500 "dai pescatori e dai marinai di Partenope" davanti all'antico molo di Napoli continua infatti a subire lo sfruttamento pubblicitario da molti anni e senza alcun beneficio. Con i suoi ricchissimi arredi sacri spezzettati, manco fosse esplosa, tra chiese lontane e vari depositi della città.


La fugace apparizione della sua antichissima e prodigiosa icona sembra essere stata quindi solo un "estemporaneo miracolo" che, a differenza di quello di San Gennaro, probabilmente non si ripeterà più. Nulla resta di quelle belle promesse dichiarate dalle autorità in mezzo al mare sette anni fa. Nulla risulta di quegli impegni assunti dalle istituzioni locali per lo sviluppo e l'incremento dell'occupazione giovanile nel settore marittimo; per la realizzazione della Cappella Multietnica; per la pulizia dei fondali del porto e del golfo di Napoli (tema quest'ultimo che sta particolarmente a cuore a Rosalba Giugni, presidente di Mare Vivo).


Oggi la chiesa, ingannata da mille progetti, è solo ostaggio esclusivo del mercato pubblicitario e delle montagne di rifiuti che la circondano. Ma soprattutto risulta letteralmente privata, spogliata da quel grande ruolo religioso, culturale e sociale che durante il Giubileo del Mare gli era stato attribuito e riconosciuto dal Vescovo di Napoli. 


* presidente del Comitato Civico di Portosalvo