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11 aprile 2021, Aggiornato alle 16,33
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Logistica

Porto di Venezia, primo sdoganamento in mare di merci alla rinfusa

Sperimentato per la prima volta nel 2014, il manifesto anticipato della merce ha riguardato 7 mila tonnellate di cemento provenienti dalla Turchia

(port.venice.it/Flickr)

Nell'ottica di una sempre crescente efficienza delle procedure finalizzate al rilancio della competitività del sistema portuale nazionale, i funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia hanno eseguito il primo sdoganamento in mare di merci alla rinfusa per navi mono clienti.

In particolare, l'attività ha riguardato un carico di 7,100 tonnellate di cemento destinato a una società operante nella produzione e commercializzazione di calcestruzzo preconfezionato pronto per l'uso a Porto Marghera e trasportato da una nave in arrivo dalla Turchia. 

Lo sdoganamento in mare consente agli operatori di anticipare le attività per la presentazione/accettazione delle dichiarazioni doganali prima che la nave entri in porto, tramite un sistema di monitoraggio da remoto, velocizzando così le operazioni documentali. Abbatte i tempi di sdoganamento, di giacenza e di consegna delle merci anche le merci alla rinfusa, uno dei suoi asset merceologici principali del porto di Venezia, rappresentando un quarto delle tonnellate movimentate annualmente dallo scalo. Le prime sperimentazioni dello sdoganamento in mare a Venezia sono state nel 2014. Per il direttore territoriale dell'Agenzia delle Dogane di Veneto e Friuli Venezia-Giulia, Davide Bellosi, «rappresenta uno strumento operativo volto a velocizzare i traffici commerciali in ambito portuale e a sostegno di una gestione più efficiente della componente logistica connessa alla movimentazione delle merci, intervenendo sulla tempestività e fruibilità delle informazioni relative al loro svincolo».

Cinzia Zincone, commissario dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Settentrionale, ha ringraziato la sua authority, l'Agenzia delle Dogane e gli imprenditori per la «proficua collaborazione», parlando di una «semplificazione intelligente delle procedure. Un risultato eccezionale soprattutto per gli scali di Venezia e Chioggia che, a seguito dell'entrata in funzione del sistema MoSE, sono chiamati più di altre realtà portuali ad aumentare l'efficienza nell'intermediazione delle merci. Mi auguro pertanto che, tale collaborazione, possa continuare a produrre risultati tanto concreti quanto quello appena conseguito anche ricorrendo al Tavolo Tecnico Permanente, attivato nel novembre 2020, quale strumento organizzativo finalizzato a incrementare il confronto tra il nostro Ente e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli favorire l'innovazione, procedurale e tecnologica, nel sistema marittimo-portuale». 

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Tag: venezia - dogane