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Politiche marittime

Porto di Venezia, dragaggi e avanzo di bilancio nel 2020

20,2 milioni di euro di "utili" e 20 milioni di spese in escavi. Il Comitato di gestione approva il rendiconto finanziario. 7 milioni di residui passivi accantonati in bilancio. Ultima riunione per la commissaria Zincone

(Vyacheslav Argenberg/flickr)

Le finanze del 2020 del sistema portuale di Venezia si chiudono con un avanzo di amministrazione di 20,28 milioni di euro. Il Comitato di gestione dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Settentrionale ha approvato il rendiconto generale per l'esercizio finanziario del 2020.

I residui attivi e passivi sono pari rispettivamente a circa 47 mila e 1,66 milioni, e sono stati uno dei punti più delicati affrontati dal Comitato. Su richiesta del componente per la Regione Veneto, Maria Rosaria Anna Campitelli Campitelli, è stato stabilito che il residuo passivo di 7 milioni di euro per il contributo stanziato a Venice Ro. Port. Mos per le opere di escavo della seconda darsena venga mantenuto nel bilancio consuntivo del 2020, visto che la sua cancellazione determinerebbe un debito fuori bilancio. 

Nel corso dello scorso anno il sistema portuale di Venezia ha stanziato investimenti per oltre 20 milioni di euro per la realizzazione di opere ed escavo di canali.

Continuando con il bilancio, il 2020 ha visto, insieme al risultato di amministrazione di 20,28 milioni, un saldo di cassa di 78 milioni e un utile di esercizio di 425 mila euro. Nel rapporto tra entrate e uscite si è registrato un avanzo di parte corrente di 15 milioni e 800 mila euro. Rispetto al 2019, sul fronte della gestione corrente si è assistito a una diminuzione delle entrate, da 50 a 42 milioni, legata principalmente alla riduzione dei canoni demaniali e al calo delle entrate da tasse portuali, entrambi riconducibili all'andamento dei traffici e alla crisi economica da pandemia. Dato che risulta però controbilanciato dall'aumento delle entrate in conto capitale, che passano dai 2 milioni del 2019 ai 16,5 milioni di euro del 2020, incremento prevalentemente legato all'accesso a fondi pubblici destinati ad opere ed escavi. Ammonta a 25 milioni il valore delle uscite in conto capitale, comprensive degli investimenti in opere ed escavi; gran parte delle coperture sono venute da fondi pubblici. Sul fronte dei mutui contratti l'esposizione dell'ente, considerando anche le società partecipate, è stata più che dimezzata nel tempo passando da 166 milioni di euro di debiti del 2013 a 79 milioni del 2020. 

Alla riunione del Comitato di gestione hanno partecipato la commissaria straordinaria dell'Autorità portuale, Cinzia Zincone; il direttore marittimo del Veneto pro tempore, Piero Pellizzari; il comandante del porto di Chioggia, Michele Messina; il componentte per la Regione Veneto, Maria Rosaria Anna Campitelli; e il Collegio dei revisori dei Conti. Assente Fabrizio Giri, rappresentante della Città Metropolitana di Venezia.

Zincone, che ha presieduto da commissaria l'ultimo Comitato di gestione (prossimamente sostituita da un presidente nominato dal ministero delle Infrastrutture), ha ringraziato i membri del Comitato «per la collaborazione dimostrata e l'attenzione verso i nostri porti e la comunità che essi rappresentano. Il mio grazie va anche a tutta l'efficiente struttura di questo ente e, in particolar modo, al segretario generale Martino Conticelli, che lascerà a sua volta l'incarico, per la professionalità con la quale mi ha supportata in questo percorso. È per me significativo che l'esperienza alla guida dell'Autorità si concluda con questo importante e positivo risultato frutto dell'impegno comune e di una gestione che si è rivelata virtuosa, nonostante il periodo di crisi economica legato alla pandemia che la comunità portuale sta vivendo».

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Tag: venezia - bilanci