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26 novembre 2022, Aggiornato alle 18,56
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Logistica

Porto di Ravenna, accordo cluster-autotrasporto sulla libera contrattazione

Confartigianato, Fita Cna, Confcooperative, Legacoop e Unione Utenti firmano un protocollo che disciplina le tariffe, i servizi accessori e le addizionali sul gasolio

(Rab Lawrence/Flickr)

Le associazioni di categoria degli autotrasportatori di Ravenna (Confartigianato, Fita Cna, Confcooperative e Legacoop) e l'Unione Utenti ed Operatori del Porto di Ravenna, in rappresentanza delle associazioni del cluster portuale, hanno sottoscritto un importante protocollo d'intesa che regola con maggiore chiarezza l'applicazione delle normative per le imprese che utilizzano i servizi di trasporto container. La firma del documento è avvenuta nei giorni scorsi presso la sede dell'autorità di sistema portuale, alla presenza del presidente Daniele Rossi.

Alla base dell'accordo il contratto di trasporto introdotto dal dlgs 286/05, a garanzia del rispetto delle regole e delle norme sulla sicurezza stradale e sugli oneri contributivi dei lavoratori. Per quanto riguarda le condizioni economiche, viene fatto salvo il principio della libera contrattazione fra le parti per quanto riguarda la tariffa chilometrica, mentre vengono determinati dei corrispettivi per i servizi accessori e uniformate le modalità di applicazione dell'addizionale per l'adeguamento del costo del gasolio. Infine, l'accordo prevede azioni commerciali congiunte per attrarre nuovi traffici verso il porto di Ravenna.

Per Veniero Rosetti, coordinatore del Comitato per l'autotrasporto di Ravenna, questo protocollo rappresenta un traguardo politico ed economico. «Abbiamo fatto – spiega - un ragionamento con gli spedizionieri, che per noi sono il punto di riferimento del traffico container, che va oltre gli aspetti economici. Il porto ha in corso investimenti notevoli ed è uno degli attori principali dell'economia, non solo locale. Sono maturi i tempi per un progetto di logistica commerciale con tutti i soggetti che operano sul mercato, con l'autorità di sistema portuale come punto di riferimento. Si apra un tavolo e si cominci a pianificare il futuro». Per Riccardo Martini, presidente dell'Unione Utenti, «è un segnale molto chiaro anche per chi intende investire sul porto di Ravenna. Ci sono previsioni di crescita ed è naturale che imprese di autotrasporto pensino di investire sul nostro territorio».

Oggi il porto di Ravenna movimenta il 14,5 per cento della merce via ferrovia. Il trasporto coi mezzi pesanti resta quindi strategico. «Il progetto per l'hub portuale è partito - spiega Rossi - inoltre abbiamo avviato l'iter per la realizzazione di una grande area a servizio dell'autotrasporto in zona Bassette. un'area che permetterà alle imprese di autotrasporto di avere servizi per la persona e per i mezzi, nel giro di un paio d'anni sarà operativa. Tutti assieme stiamo costruendo il futuro dello scalo».

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