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02 dicembre 2022, Aggiornato alle 17,37
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Porto di Napoli, entro l'estate dogane digitali per i mezzi pesanti

Riunione promettente stamattina in autorità portuale, tra controllori e trasportatori. Ipotesi terzo varco per dividere per bene il traffico. Gli operatori vogliono i controlli lettera A sui camion

Il polo container del porto di Napoli (porto.napoli.it)

di Paolo Bosso 

La zona di Levante del porto di Napoli pianifica i prossimi mesi per semplificare i controlli e aprire nuovi varchi. L'obiettivo è ridurre la congestione dei mezzi pesanti, soprattutto dopo la chiusura del varco Sant'Erasmo in un periodo di picco, quello delle feste di Natale e di fine anno, per via dello spostamento di una parte del personale della Guardia di Finanza al controllo dei traghetti e per fruire al personale le ferie arretrate. Oggi a palazzo Pisacane, in autorità portuale, una riunione con il presidente Andrea Annunziata, le Dogane, la Guardia di Finanzia e le associazioni di categoria Fai-Conftrasporto, Cna-Fita e Aicast per programmare l'anno appena iniziato. Il 21 gennaio, venerdì prossimo, un nuovo incontro tra le parti stabilirà i dettagli del quando e del come.

Si punta a informatizzare i controlli doganali, ad aprire un terzo varco e a evitare la ridondanza dei controlli, che costringono a ore e ore di attesa gli autisti. Il problema, nel porto di Napoli, è che chi trasporta merce sui mezzi pesanti sa quando entra ma non sa quando esce. Sono circa 580 mila i camion che ogni anno vi transitano, una media di 1,600 al giorno, secondo i dati di uno studio di fattibilità realizzato di recente da Cna-Fita.

La prima cosa che verrà fatta, gli operatori sperano entro l'estate, sarà arretrare i controlli in uscita sui terminal container, cioè Conateco, Soteco e Flavio Gioia. Oggi si concentrano tutti sul varco portuale del Bausan, che è anche punto di ingresso. Non solo, si punta anche a utilizzare un sistema di tracciamento delle targhe tramite le telecamere a infrarossi, che sono installate da anni ma mai utilizzate. «Il principio è quello del telepass», sintetizza Attilio Musella, coordinatore Cna-Fita Campania e presidente del consorzio di autotrasportatori container Unitraco. Una soluzione caldeggiata da tempo dall'autotrasporto. «Poiché il nostro obiettivo è quello di non fare un secondo stop al Bausan, l'arretramento sui terminal ci permetterebbe di togliere un sacco di doglianze», spiega Musella. I tempi, però, restano lunghi, secondo gli operatori non si concretizzerà nulla prima di quest'estate, visto che bisogna pianificare tra le altre cose anche gli investimenti.

Resta aperta la questione Sant'Erasmo, cioè il fatto che periodicamente questo varco venga chiuso, lasciando il porto di Napoli con un solo gate di uscita e di entrata per i mezzi pesanti. «Pur comprendendo il difficile e impegnativo lavoro di controllo della Guardia di Finanza e la scarsità di personale, è un problema che prima o poi bisognerà affrontare», secondo il segretario regionale della Fai, Ciro Russo. L'apertura di un terzo varco che dà su via Sponzilli, dedicato alle sole merci, potrà dare una grossa mano. Per metterlo in pratica bisogna prima riempire un tratto di binari di Trenitalia, quindi un investimento da parte dell'autorità portuale, e poi riceve le autorizzazioni dalle Ferrovie e dal Comune, «ma poiché è una zona industriale non ci aspettiamo resistenze», afferma Musella.

Un terzo varco a via Sponzilli permetterebbe di dividere il traffico di contenitori pieni, vuoti e dei veicoli leggeri, cioè le autovetture e i rotabili, quelli provenienti dai traghetti, che è quello che si incrocia con i mezzi pesanti e fa tanto traffico. Lo schema è il seguente: al futuro varco di Sponzilli i contenitori vuoti, al Bausan i pieni, al Sant'Erasmo i veicoli leggeri. A sentire gli operatori, però, un terzo varco non sarà realtà prima di un anno, un anno e mezzo.

Ma non saranno solo la digitalizzazione dei controlli e l'apertura di un terzo varco a risolvere le congestioni di Levante del porto di Napoli. Un altro fattore sono le autorizzazioni articolo 68 lettera A, cioè le autorizzazioni per i mezzi pesanti a entrare in porto. «Con la stessa pragmaticità con cui il presidente Annunziata ha avviato le procedure di velocizzazione dei controlli, mi aspetto altrettanto il rispetto di questo regolamento», conclude Musella.

«Come associazione – conclude Russo - siamo soddisfatti, ma c'è sempre la necessità di monitorare il flusso delle decisioni e delle procedure. Rispetto al passatosono ottimista. La risposta della Dogana è stata confortante e ringraziamo il presidente Annunziata per i suoi interventi efficaci e rapidi».