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21 febbraio 2024, Aggiornato alle 13,54
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Porto di Napoli, 7 giugno fermo tecnico dei camion di Cna-Fita

Il sindacato proclamata la protesta delle imprese di autotrasporto. Controlli, viabilità, varchi portuali e interventi strutturali mancanti: troppi disservizi nello scalo campano


Le imprese di autotrasporto della Campania del settore container aderenti a Cna-Fita hanno proclamato da mercoledì prossimo, 7 giugno, il fermo tecnico delle proprie attività a causa dei numerosi disservizi e sovraccosti che stanno caratterizzando il porto di Napoli. 

La decisione del fermo è stata presa stamattina in una riunione della sezione container di Cna-Fita Campania Nord, che ha visto la partecipazione della maggior parte delle imprese di autotrasporto che operano nel porto di Napoli. Le imprese denunciano, si legge in una nota, «lo stato di abbandono in cui versa il porto di Napoli» e «il silenzio continuo da parte delle istituzioni portuali che non hanno portato a compimento gli interventi strutturali che sono stati promessi negli anni». 

Gli interventi disattesi sono: lo spostamento dei controlli della Guardia di finanza all'interno dei terminal, il miglioramento della viabilità nell'area portuale, il potenziamento delle postazioni ai varchi Bausan e Sant'Erasmo in attesa dello spostamento ipotizzato e il riempimento della fascia dei binari per un efficace utilizzo di aree abbandonate. 

«Ad appesantire la situazione delle imprese di autotrasporto è anche l'atteggiamento di alcuni operatori economici, come terminal e compagnie di navigazione, le quali, forti di alcune posizioni dominanti, rifiutano un confronto costruttivo con la categoria», spiega Attilio Musella, segretario regionale Cna-Fita. «La volontà di intervenire in maniera forte e diretta nella gestione dei traffici terrestri da parte di operatori marittimi crea un forte malcontento in tutto il comparto. È a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese ed il futuro di migliaia di dipendenti. Ci auspichiamo che nei prossimi giorni le istituzioni ci diano delle risposte concrete e che contestualmente ci sia un'apertura da parte degli operatori economici per iniziare un confronto costruttivo».

Nei prossimi giorni Cna-Fita annuncia altri incontri per stabilire «nuove iniziative di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica e le stesse istituzioni».