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16 luglio 2019, Aggiornato alle 20,56
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Infrastrutture

Porto di Genova, meno traffici dopo il crollo del ponte

L'Autorità di sistema ha dovuto registrare anche una netta flessione sulla raccolta delle tasse nello scalo


Il crollo del ponte Morandi in agosto è stato uno spartiacque per il traffico merci nel porto di Genova. Approvando il rendiconto per il 2018, infatti, il Comitato di Gestione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha dovuto constatare che gli ottimi risultati conseguiti nella prima parte dell'anno sono stati (quasi) vanificati nel periodo successivo alla tragedia costata la vita a 43 persone. L'anno si è comunque chiuso con un incremento complessivo della movimentazione merci dell'1,7%.

Il deciso rallentamento degli ultimi mesi si è riflettuto sulla raccolta delle tasse portuali. Il valore era stabilmente a +9% rispetto all'anno precedente fino a luglio, mentre a fine anno l'incremento è stato soltanto del 2,9%. Diversamente da Savona dove invece la tasse portuali raccolte dall'authority sono cresciute dell'11% rispetto al 2017.

A livello di entrate complessive, rende noto l'AdSP, i valori sono rimasti sostanzialmente invariati su base annua, con i canoni che sono arrivati a 34 milioni di euro. A Genova sono cresciuti di 3 milioni, grazie soprattutto alle concessioni pluriennali, incremento che però è stato di fatto annullato da un calo di analogo importo registrato a Savona a causa delle licenze di piccola dimensione. 

Il Comitato di Gestione genovese ha anche approvato il rinnovo della concessione della società C. Steinweg - GMT (Genoa Metal Terminal), nel bacino di Sampierdarena, che con un piano di investimenti di 80 milioni di euro, ha ottenuto una proroga di 25 anni. 
 

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