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Porto di Napoli
14 dicembre 2018, Aggiornato alle 15,30
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Porto di Genova, gli autotrasportatori proclamano lo stato di agitazione

"I tempi di attesa per i camion hanno superato ogni limite di guardia e tolleranza" dichiarano Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai Conftrasporto, Fiap e Trasportounito


Tempi di attesa per i camion che hanno superato ogni limite di guardia e tolleranza e che si traducono in una perdita secca per le imprese di autotrasporto. Per questo motivo, le associazioni dell'autotrasporto Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai Conftrasporto, Fiap Trasportounito hanno proclamato lo stato di agitazione nel porto di Genova. Le aziende con mezzi "fermi", spiegano in una nota le associazioni, non producono risultati ma solo costi, e ormai da anni si accollano gli oneri per disservizi generati in particolare dall'incapacità dei terminal container nel servire adeguatamente autotrasporto oltreché da un'errata organizzazione della viabilità portuale, mancanza di aree di sosta  e da criticità irrisolte legate al processo documentale.

Le associazioni stimano che, a causa dei gravi blocchi operativi, le imprese di autotrasporto hanno "bruciato" nel 2018 circa 25 milioni di euro. Un anno di trattative al Tavolo dell'Autorità di Sistema non ha prodotto risultati. I tempi di attesa nei bacini portuali e nei terminal assumono le caratteristiche di un vero e proprio "colpo di grazia" per un autotrasporto contenitori già in una situazione drammatica, anche per via dell'aumento dei costi del gasolio e della incapacità di ottenere da spedizionieri e compagnie marittime tariffe di servizio adeguate per garantire altresì la sicurezza sulle strade per l'intera collettività.

E per l'autotrasporto esiste solo una risposta accettabile, dicono le associazioni: l'Autorità di Sistema Portuale deve intervenire velocemente e risolvere le attese. In parallelo gli altri operatori devono iniziare a pagare adeguatamente i servizi di autotrasporto, smettendola di fare dumping tariffario. Nel frattempo, prosegue la nota, l'Autorità Portuale deve completare immediatamente il sistema di tracciamento e certificazione delle attese in porto e impegnarsi, superata una soglia minima di fermo macchina, a indennizzare le Imprese di autotrasporto. Il 29 novembre il tavolo convocato dal presidente signorini dovrà produrre risposte e impegni precisi nella forma di un accordo scritto tra le parti. In caso contrario le associazioni dell'autotrasporto unitariamente dichiareranno il fermo dei servizi di categoria.