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22 aprile 2024, Aggiornato alle 16,27
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Infrastrutture

Porto di Civitavecchia finanzia l'antemurale aumentando l'aliquota merci

"Ne avremmo fatto volentieri a meno", afferma Musolino. Ma servirà a finanziare un'opera importante per l'accessibilità navale, lievitata di oltre 30 milioni

L'antemurale del porto di Civitavecchia (duomi.it)

Il sistema portuale di Civitavecchia (con Fiumicino e Gaeta) incrementa l'aliquota della sovrattassa sulle merci imbarcate e sbarcate nello scalo della Capitale, che servirà a finanziare il prolungamento dell'antemurale. Lo ha deciso il Comitato di gestione dell'autorità di sistema portuale del Tirreno Centro Settentrionale, presieduta da Pino Musolino.

L'opera è stata finanziata nel PNRR per circa 60 milioni di euro, con il costo complessivo che inizialmente era stato fissato a 69 milioni, lievitati a a 106 milioni, per via principalmente, spiega l'autorità portuale, dell'aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime, oltre all'inflazione, che n'è legata. L'autorità di sistema portuale coprirà i rimanenti 45 milioni con un ulteriore tiraggio del mutuo BEI. Da qui la decisione di aumentare l'aliquota della sovrattassa per 0,724 euro a tonnellata. «Ne avremmo fatto volentieri a meno, trattandosi di una misura recessiva», afferma Musolino, «però necessaria a non perdere 60 milioni di risorse pubbliche, per i quali entro il prossimo 31 dicembre è necessario avere stipulato una obbligazione giuridicamente vincolante, e la possibilità di realizzare un'opera così importante. L'aumento comunque entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio e qualora ci fosse la possibilità di reperire diversamente i 45 milioni mancanti, è già previsto un annullamento totale o parziale dell'incremento dell'aliquota».  

«Si tratta di un'opera - continua Musolino - che oltre ad avere una forte valenza dal punto di vista dello sviluppo infrastrutturale dello scalo, è molto importante anche per la sicurezza della navigazione». Un aspetto, questo, confermato anche dal direttore marittimo del Lazio, Filippo Marini: «Come già espresso anche al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, questo intervento porta un beneficio evidente per la sicurezza della navigazione, per la capacità evolutiva in quel tratto del canale e per la darsena servizi».

Tra le altre delibere approvate, quella relativa all'inserimento dell'area ex Privilege nel piano di configurazione strategica della zona commerciale e di quella settentrionale del porto. «Non commetteremo lo stesso errore per la terza volta - commenta in proposito Musolino - dopo essere riusciti a recuperare un'area di pregio del porto, che giova ricordare dal punto di vista della destinazione d'uso non è mai stata adibita a cantieristica, come del resto era normale che fosse, distando alcune centinaia di metri dall'acqua. Il compendio sarà dedicato alla logistica e speriamo che presto sia liberato anche dall'ingombrante presenza dello scafo, diventato un vero e proprio simbolo di un gigantesco fallimento. Abbiamo invitato gli stakeholder a presentare idee e proposte per il miglior utilizzo di quell'area, mentre la cantieristica avrà la sua naturale collocazione, prevista anche nel piano regolatore portuale, alla Mattonara». 

Al termine della seduta, il presidente Musolino, anche a nome dell'ente e di tutto il cluster portuale, ha salutato e ringraziato per il lavoro svolto il contrammiraglio Filippo Marini, che da fine giugno lascerà il comando del porto di Civitavecchia e della direzione marittima del Lazio per assumere lo stesso incarico a Venezia, con il grado di ammiraglio. 

Oltre a Musolino al segretario generale dell'autorità di sistema portuale, Paolo Risso, erano presenti in Comitato di gestione il componente designato dalla Regione Lazio, Roberto Fiorelli, il componente designato da Città Metropolitana di Roma Capitale, Pino Lotto e il componente designato dal Comune di Civitavecchia, Emiliano Scotti, oltre ai rappresentanti delle Capitanerie di Porto di Civitavecchia e Gaeta. 

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