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18 maggio 2022, Aggiornato alle 11,37
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Politiche marittime

Porti, verso il cumulo di concessioni ma con organico distinto

La bozza del ddl "Concorrenza", in discussione al Senato, contiene all'articolo 3 un'importante modifica all'operatività dei principali scali commerciali

(_Veit_/Flickr)

Sì al cumulo di concessioni portuali, anche sulla stessa tipologia di merce, a patto però che non ci sia scambio di manodopera. Anticipata dai giornali specializzati negli ultimi giorni, la bozza del ddl "Concorrenza" (il decreto governativo che contiene una delicata riforma del catasto su cui ieri la maggioranza ha raggiunto un accordo informale) contiene una modifica all'articolo 3 che se verrà confermata dal Senato porterà un importante cambiamento nel mondo dei porti.

La novità è che negli scali commerciali di rilevanza economica internazionale e nazionale (cioè la maggior parte degli scali commerciali italiani, o comunque quelli gestiti dall'autorità di sistema portuale) un operatore potrà accumulare concessioni sulle stesse attività (per esempio, gestendo due terminal container o due spazi per la movimentazione dei rotabili) a condizione che l'organico sia differente e non assimilabile. La decisione di cumulare concessioni simili è demandata all'autorizzatore, in questo caso l'Autorità di sistema portuale, valutando, continua la bozza, un «possibile abuso di posizione dominante del richiedente». Inoltre, «su motivata richiesta dell'impresa concessionaria, l'autorità concedente può autorizzare l'affidamento ad altre imprese portuali, autorizzate ai sensi dell'articolo 16, dell'esercizio di alcune attività comprese nel ciclo operativo».

In tutti gli altri casi, cioè quello di un operatore presente in un porto minore, vige la normativa in vigore, che vieta il cumulo di più di una concessione a meno che non si tratti di attività differenti tra loro. 

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