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01 dicembre 2022, Aggiornato alle 17,51
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Politiche marittime

Porti, Monti: "È arrivato il momento di riformarli giuridicamente"

L'assetto non-economico e l'inclusione nell'elenco Istat sono diventati un limite enorme, secondo il presidente del sistema portuale di Palermo. "Tempi infiniti sui finanziamenti"

Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale

di Paolo Bosso

«È arrivato il momento di riformare giuridicamente i porti, il loro essere enti pubblici non-economici e inclusi nell'elenco ISTAT delle pubbliche amministrazioni è diventato un limite». Lo ha detto il presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti, nel corso del convegno "Noi, il Mediterraneo", in corso a Trapani, dove si stanno presentando i progetti per il rilancio dello scalo siciliano, con temi che, però, sono di interesse nazionale. 

Quali sono i limiti dell'amministrazione portuale? «Il suo indirizzo politico che si scontra con l'apparato burocratico», continua Monti. «La questione non è quella del burocrate maligno ma dell'inadeguatezza del sistema. C'è un tempo infinito tra l'impegno di spesa e la spesa reale. Faccio due esempi. Sono commissario per due opere, alle attività urbanistiche e alla realizzazione di un nuovo bacino di carenaggio. Nel primo caso, i 35 milioni di spesa sono stati recentemente definanziati dopo sette mesi di progetti, e ora bisogna ricominciare da capo. Poi, il finanziamento del bacino è di 15 anni, non so se ci rendiamo conto. E non posso neanche fare un mutuo per anticipare a quattro anni le risorse economiche per realizzarlo, perché si tratta di demanio pubblico che non può quindi essere messo a garanzia di un prestito».

Il codice degli appalti, la giungla dei finanziamenti, le analisi ambientali e le polemiche periodiche su qualsiasi dragaggio, in qualsiasi porto commerciale. Tutti i presidenti hanno in comune queste vicissitudini. «C'è un tetto sul marketing che il ministero dell'Economia pone orizzontalmente - continua Monti - perché siamo un ente non economico e non possiamo muoverci come se non lo fossimo. Ma di fatto siamo anche un ente economico, perché dobbiamo promuovere nel mondo la stazione marittima che verrà inaugurata oggi a Trapani, per dirne una. Con questi mezzi è impossibile».

«Il contesto - conclude Monti - è quello di presidenti di porti che non sanno come muoversi. Checché ne dica la legge 84/94, non siamo autonomi né amministrastivamente né finanziariamente. È arrivato il momento di riformare giuridicamente i porti».  

Tag: palermo - economia