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17 settembre 2021, Aggiornato alle 21,12
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Porti della Capitale in flessione del 23 per cento nel 2020

Civitavecchia fa i conti con un movimento di appena 207 mila crocieristi, oltre dieci volte meno del volume 2019. Gaeta è il porto che risente meno della crisi

La statua del "bacio", piazza degli Eventi alla Marina, Civitavecchia, rimossa nel 2014 (jrg.jennerich/Flickr)

Quasi azzerato il traffico crocieristico, dimezzato il numero dei passeggeri delle autostrade del mare. Tonnellaggio totale dei tre porti in rosso per 3,3 milioni di tonnellate, pari a una flessione del 22,9 per cento. Il 2020 dei porti di Roma e del Lazio (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) si chiude così, come riferisce l'Autorità di sistema portuale del Tirreno Centro-Settentrionale.

I crocieristi sono stati circa 207 mila circa, contro gli oltre 2,6 milioni del 2019, e si sono concentrati prevalentemente nei primi due mesi del 2020, prima del lockdown, mentre negli ultimi quattro mesi ne sono stati movimentati circa 25 mila. «Non si può non tenere conto di questi dati e di quanto accaduto in una realtà fortemente focalizzata sul settore crocieristico», commenta il presidente dell'Adsp, Pino Musolino, insediato a dicembre. «Per la parte passeggeri – continua - è evidente come il porto di Civitavecchia sia di gran lunga quello maggiormente penalizzato in Italia e questo aspetto non può non essere considerato, per consentire al Porto di Roma di ripartire. Per quanto riguarda le merci stiamo lavorando per attrarre e sviluppare nuovi traffici, nella consapevolezza che ci vorrà tempo per invertire la tendenza».

Diverso il discorso dei container che, seppur in leggera perdita (106,695 TEU contro i 112.249 del 2019), hanno registrato un confortante incremento a dicembre del 9,1 per cento, caratterizzato soprattutto dalla movimentazione di contenitori pieni.

Il traffico complessivo delle merci è di 11,254 milioni di tonnellate, in calo del 22,9 per cento. I passeggeri generali sono stati 1,16 milioni, crollati del -73,8 per cento, ovvero 3,29 milioni in meno sul 2019. I crocieristi sono stati il 92,2 per cento in meno. 652,851 gli automezzi, in calo del 35,3 per cento (355,631 in meno).

Il numero complessivo di accosti si riduce del 31,7 per cento, passando da 3,359 nel 2019 a 2,293 nel 2020, di cui 715 navi da carico (-22,8%), 99 navi da crociera (-87,9%) e 1,479 navi di linea (-8,6%).

Nel porto di Civitavecchia il traffico merci è stato di poco più di 8 milioni di tonnellate, con una flessione del -16,1 per cento, pari a oltre 1 milione e 500 mila tonnellate in meno rispetto al 2019. A Fiumicino 1,741 milioni di tonnellate movimentate, in flessione del 50 per cento; Gaeta 1,5 milione di tonnellate, in calo del 3,9 per cento.

Con riferimento al solo settore commerciale, Civitavecchia ha registrato un calo delle merci del 16 per cento, con una perdita di oltre 1,5 milioni di tonnellate. Calo dovuto essenzialmente alle rinfuse solide (-17,5%) che continuano a risentire del progressivo calo del carbone (-18,3%) legato al calo della produzione energetica di Torrevaldaliga Nord. Le tonnellate di rinfuse liquide movimentate sono state 624,131 (-2,4%). Il totale complessivo delle merci movimentate è stato quindi pari a 8 milioni di tonnellate, oltre un milione e mezzo di tonnellate in meno rispetto al 2019. In calo, infine, anche gli automezzi (-35,3%) che, al pari dei container, sta progressivamente riprendendosi soprattutto grazie alla sottocategoria dei "mezzi pesanti" che nel solo mese di dicembre ha registrato un aumento del 4,4 per cento.

Dei tre scali regionali, a risentire meno della crisi sanitaria è stato il porto di Gaeta (-3,9%) che sta conoscendo una significativa evoluzione sia per quanto riguarda le merci che per il comparto crocieristico. Il porto di Fiumicino, che serve principalmente il vicino aeroporto internazionale, ha invece dimezzato il traffico delle rinfuse liquide che ha subito una perdita di oltre 1,7 milioni di tonnellate.

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