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18 settembre 2020, Aggiornato alle 20,19
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Politiche marittime

Pirateria, crescono gli attacchi nel golfo di Guinea

52 abbordaggi nel 2016 con un tasso di successo del 52 per cento. Colpite per di più le petroliere


Nel golfo di Guinea, in Nigeria, è molto pericoloso navigare, soprattutto se sei una petroliera in transito in un giorno di venerdì di aprile, tra le 6 e le 12, e non sei equipaggiata con personale armato. È questa la statistica media degli attacchi pirata registrata l'anno scorso nell'area nord occidentale dell'Africa dalla società di intelligence inglese EOS Risk Group. Dati in crescita che confermano queste acque tra le più pericolose al mondo per le navi mercantili. Un crescendo continuo, anno per anno: 15 nel 2014, 36 nel 2015 e 52 l'anno scorso, in un'area interessata da un'intenso traffico petrolifero.
 
 
• Sono stasti riportati un totale di 52 attacchi
• La maggior parte delle navi (36) erano in moto
• Il tasso di successo per abbordaggio è del 52 per cento 
• Oltre la metà degli attacchi (64%) sono avvenuti con un solo barchino 
• La maggior parte delle navi non avevano sicurezza armata a bordo. Un quinto sì. In quest'ultimo caso soltanto un abbordaggio è andato a buon fine
• La maggior parte degli attacchi sono avvenuti ad aprile (12), 7 a gennaio e solo uno ciascuno nei mesi di agosto, settembre e ottobre. 
• Quasi un terzo degli attacchi è avvenuto di mattina, tra le 6 e mezzogiorno 
• Quasi la metà degli attacchi (48%) hanno interessato petroliere, quasi un quarto imbarcazioni non mercantili, un quinto rimorchiatori offshore, il 4 per cento portacontainer e gasiere. 
• Sono state sequestrate in tutto 52 persone (37 nel 2015), con il periodo di detenzione più lungo di 45 giorni
• La maggior parte delle navi coinvolte batteva bandiera panamense