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27 maggio 2020, Aggiornato alle 20,46
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Petrolio, produzione orfana di 9 milioni di barili al giorno

L'ultima previsione OPEC per quest'anno si abbassa ulteriormente. Arabia Saudita e Iraq tagliano le esportazioni

La grande raffineria di Big Spring, in Texas, in un disegno del 1930-1940 (Boston Public Library)

Nell'ultimo report, pubblicato mercoledì, l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) ha annunciato una nuova stima, al ribasso, della domanda di greggio per quest'anno. Dovrebbe calare di 9,07 milioni di barili al giorno, un ulteriore ridimensionamento (del 33 per cento), rispetto alla previsione precedente, risalente a un mese fa, quando si stimava un calo di 6,84 milioni di barili al giorno.

Attualmente il West Texas Intermediate segna circa 25 dollari al barile, crescendo dello 0,43 per cento. L'altro indice principale, il Brent, è cresciuto dello 0,51 per cento a circa 29 dollari al barile.

In pieno lockdown, ad aprile il prezzo del petrolio prodotto negli Stati Uniti è sceso sottozero per la prima volta nella storia. A marzo l'Arabia Saudita ha incrementato la produzione, mettendo pressione sulla produzione energetica russa e avviando una competizione tra i due Paesi. Questa situazione ha spinto l'OPEC, il mese scorso, a raggiungere un accordo per non scatenare il caos. Lunedì scorso l'Arabia Saudita ha annunciato il taglio della produzione.

Bloomberg riporta che mercoledì scorso l'Iraq, secondo produttore mondiale, ha annunciato l'intenzione di ridurre l'esportazione verso l'Asia, principale mercato, così da ridurre l'output di greggio e contribuire ad una relativa stabilità.

«Lieti dei recenti segnali di miglioramento degli indicatori economici e di mercato, in particolare la crescita della domanda di petrolio e la facilità con cui ci si preoccupa dei limiti di stoccaggio, mentre vari paesi del mondo iniziano a emergere dai loro rigorosi blocchi», riferisce il governo saudita in una nota.