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20 settembre 2021, Aggiornato alle 09,19
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Pandemia, lockdown, catastrofi. La supply chain si fa elastica / Speciale assicurazioni

La convivenza col virus prorompe nell'analisi del rischio. Per la prima volta, a livello mondiale, i black-out informatici al primo posto. Il barometro 2021 di Allianz

(Nick Saltmarsh/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

Pandemia, interruzione delle attività, come in tempo di guerra, e infine catastrofi naturali. L'Allianz Risk Barometer 2021 dello shipping, ovvero le linee guida di uno dei principali gruppi assicurativi del mondo, seguirà questo andamento nel trasporto marittimo.

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Per "pandemia" si intendono problemi di salute che influiscono sulla forza lavoro, con conseguente restrizione della circolazione e della mobilità delle persone.

A livello mondiale, il segno dei tempi è che per la prima volta il rischio assicurativo maggiore è rappresentato dai black-out informatici, seguiti dall'interruzione delle attività e dalla pandemia.

Per quanto riguarda i trasporti in generale – shipping, trasporto terrestre e aereo – le premure assicurative principali sono sempre quelle, ma in ordine diverso: interruzione delle attività, pandemia e blocchi informatici.

Passando all'Italia, a livello generale il rischio assicurativo principale è rappresentato dall'attacco informatico – come a livello mondiale - seguito dall'interruzione delle attività e dalla pandemia.

Cambiano i contratti nella catena logistica, che si fanno più resilienti. Secondo gli intervistati, la continuità del business è la priorità, seguita dallo sviluppo di contratti alternativi o multipli, dall'investimento in supply chain digitali e dal miglioramento della qualità dei fornitori. Il ritmo della pandemia ha sopraffatto i piani di impresa e oggi si deve fare più elastica, rispondendo velocemente agli scenari che mutano.

«Le conseguenze della pandemia, una digitalizzazione più ampia, l'aumento del lavoro da remoto e la crescente dipendenza di aziende e società dalle tecnologie informatiche aumenteranno probabilmente i rischi di BI nei prossimi anni», spiega Philip Beblo, del Global Property underwriting team di Allianz Global Corporate & Specialty. «Tuttavia – continua - i rischi tradizionali non scompariranno e devono rimanere nell'agenda della gestione del rischio". Catastrofi naturali, fenomeni meteorologici estremi o incendi rimangono le cause principali di interruzione dell'attività per molti settori e nel tempo continuiamo a notare una tendenza all'aggravarsi delle perdite a loro relative».

Anche altri rischi sono saliti nella classifica di Allianz, come i cambiamenti nei mercati, cambiamenti macroeconomici, rischi politici, tutti legati all'epidemia di coronavirus. Tra i rischi in discesa figurano i cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (n°5 con il 19%), le catastrofi naturali (n°6 con il 17%), gli incendi/esplosioni (n°7 con il 16%) e il cambiamento climatico (n°9 con il 13%).

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