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23 luglio 2019, Aggiornato alle 15,27
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Olio da cucina per viaggiare tra Rotterdam e Shanghai. Il progetto biofuel di Maersk

Mette Maersk sta per tornare in Olanda, dopo un viaggio di tre mesi con una miscela di biofuel e bunker tradizionale


Olio da cucina usato e carburante tradizionale per far navigare una portacontainer da 18,300 teu, dal Nord Europa alla Cina. Proprio così. Sta per terminare il primo viaggio in biofuel di Mette Maersk, da Rotterdam a Shanghai e ritorno. Un progetto che vede la collaborazione di Shell e del Dutch Sustainability Growth Coalition, con tanto di certificato internazionale (International Sustainability & Carbon Certification-ISCC).

Mette Maersk è partita il 24 marzo dal porto olandese, è approdata a Shanghai dopo qualche settimana e oggi dovrebbe approdare a Rotterdam. Circa un quinto del suo carburante è costituito da biofuel che, secondo la compagnia marittima danese, può costare fino all'85 per cento meno del bunker tradizionale. 

«Abbiamo dimostrato che la decarbonizzazione è possibile già oggi, sia dal punto tecnico che operativo. Non è la soluzione definitiva ma può fungere da transizione per ridurre le emissioni di anidride carbonica», secondo Søren Toft, vicepresidente esecutivo di Maersk. Non bisogna dimenticare che, sulla base degli studi più approfonditi sul tema, è stato calcolato che le emissioni di CO2 dello shipping sono tra il 2 e il 3 per cento delle emissioni industriali e trasportistiche globali.

Il 2020 sarà una data importante per le politiche ambientali dello shipping, entrando in vigore una normativa dell'International Maritime Organization che taglia di sette volte il limite massimo di tenore di zolfo nei combustibili.

Tag: ambiente - imo - zolfo