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Msc aggiorna la capienza della sua "Gulsun"

Grazie ai due metri in più di larghezza della concorrenza ottiene una fila in più della concorrenza, raggiungendo i 23,765 TEU, un record. Ma è un vantaggio?

Msc Gulsun passa per il canale di Suez all'inizio di agosto / EPA

a cura di Paolo Bosso

Mediterranean Shipping Company (Msc) ha rivisto la capacità di Msc Gulsun, la portacontainer più grande del mondo, consegnata in Corea del Sud da Samsung Heavy Industries a luglio. Non è di 21,413 teu - cifra già di per sé impressionante considerando che è circa il doppio della media di quelle in circolazione - ma di 23,765 teu, 805 in più, rendendola di 2 mila teu più capiente delle grandi navi di questo tipo possedute o in consegna ai concorrenti. Se tutti questi container fossero riversati a terra, senza essere impilati, occuperebbero circa 55 campi di calcio. Il Circo Massimo potrebbe ospitarne così solo un quarto del totale.

Il segreto? Msc Gulsun è leggermente più larga, di 2,7 metri rispetto alla classe di navi a cui appartiene, un nonnulla rispetto alla stazza complessiva da quasi 200 mila tonnellate per 400 metri di lunghezza, sufficiente però a dargli una fila di container in più. OOCL Hong Kong di Overseas Container Line, consegnata da Samsung a fine 2017, è identica ma essendo di poco sotto i 60 metri di larghezza ha una fila in meno (un container da 1 TEU è largo quanto quello da 1 FEU, circa due metri e mezzo). La settimana scorsa Msc Gulsun ha completato il viaggio inaugurale tra Asia e Nord Europa. È di proprietà della famiglia Aponte e fa parte di una classe di undici navi tutte in costruzione in Corea del Sud: sei da Samsung e cinque a Geoje negli stabilimenti Daewoo.

Gli analisti di mercato sono tutti concordi che questa mole non rappresenta un vantaggio logistico. È difficile riempire una nave da 15 mila teu, figurarsi una da oltre 20 mila. Inoltre, crea file troppo lunghe impossibili da raggiungere per quasi tutte le gru dei terminal portuali che non riescono ad avere l'escursione necessaria. Alphaliner riferisce che la toccata della scorsa settimana di Msc Gulsun a Bremerhaven, in Germania, ha visto lo scarico di file non superiori ai 23 container.

Sono circa 50 le navi di questa capacità in circolazione nel mondo – tra Asia e Nord Europa - ed entro l'anno il numero delle consegne dovrebbe raddoppiare. THE Alliance (alleanza armatoriale formata da Hapag-Lloyd, Yang Ming, le giapponesi Nippon Yusen Kaisha, Mitsui O.S.K. Lines e K Line consorziate in ONE e da aprile 2020 anche Hyundai Merchant Marine) ha un portafoglio ordini di 12 navi da 23 mila teu; la taiwanese Evergreen ha annunciato la volontà di costruire undici navi di questa grandezza.

Tutte queste navi saranno dotate di impianti di lavaggio dei fumi, gli scrubber, per garantire bassissime emissioni di zolfo continuando ad utilizzare il combustibile tradizionale, zolfo che dal 2020, con l'entrata in vigore un nuovo regolamento dell'International Maritime Organization, dovrà essere sette volte meno il livello attuale, passando da un tenore del 3,5 per cento allo 0,5 per cento di massa/massa. Gli armatori hanno calcolato che l'utilizzo di scrubber, invece di combustibile più raffinato e costoso che non richiede filtri sui gas di scarico, porterebbe a un risparmio di 2 milioni di dollari per viaggio di andata e ritorno. C'è anche chi sta sperimentando viaggi miscelando bunker tradizionale e olio da cucina. E non l'ultimo armatore arrivato ma il primo al mondo in questo tipo di trasporto, Maersk Line, anche in questo caso con una portacontainer molto grande.

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