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04 luglio 2020, Aggiornato alle 10,35
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Monti (Adsp Palermo): "Commissariamo gli appalti"

Il presidente del porti siciliani occidentali tuona contro il Codice degli appalti: "È bizantino e favorisce la corruzione"


Il Codice degli appalti «è scritto per chi non vuole costruire». Una norma «inapplicabile» per combattere la corruzione, «devastante» per inefficacia. «Quante volte abbiamo sentito parlare di stanziamenti e di investimenti? Quante opere concluse abbiamo visto?», sostiene Pasqualino Monti, presidente dell'Autorità si sistema portuale della Sicilia occidentale (Palermo), intervenendo sul dibattito dell'ultima settimana sulle concessioni e le infrastrutture, all'indomani del crollo del ponte Morandi, a Genova. Secondo Monti, «ai commissari, ma anche alla macchina dello Stato, devono essere conferiti poteri in deroga al Codice degli appalti».
 
Monti ha pubblicato a settembre il libro, edito da Mondadori, "In mare controvento. Riflessioni di un manager pubblico", nel quale racconta, oltre alla sua esperienza di dirigente della pubblica amministrazione, le contraddizioni dell'"apparato" appalti. Secondo Monti, il Codice degli Appalti è stato «scritto nella logica del sospetto», quasi «un'azione penale preventiva», «su misura per non fare le opere». Il Codice è bizantino, pieno di garanzie incrociate, «uno splendido terreno di coltura proprio per la corruzione». La soluzione di Monti è drastica: «Tagliamo via tutto: meccanismi di gara inconcepibili per un Paese moderno, potere di interdizione dei Tribunali amministrativi, Consiglio di Stato, commissioni su commissioni. Basta». La logica è quella dell'emergenza e del potere commissariale. «Non siamo capaci di costruire in tempi dignitosi le case distrutte dal terremoto – afferma Monti – e continuiamo a focalizzare l'attenzione sui fondi e sull'entità degli stanziamenti per le grandi infrastrutture, come il Terzo Valico o la Gronda autostradale, o per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, sapendo perfettamente che il problema non è il denaro ma il tempo a disposizione per spenderlo. Non è ottenere dall'Unione europea la possibilità di prevedere che tali spese non siano conteggiate, giustamente, nel calcolo del deficit, ma in quanto tempo prevediamo di spendere i fondi realizzando le opere».