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15 novembre 2019, Aggiornato alle 12,42
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Moby in rosso di 60 milioni nel 2018

Ricavi e passeggeri stabili, cargo in crescita. Achille Onorato: "Stiamo investendo ed entrando in nuove aree di business"


Il gruppo Moby ha chiuso il 2018 con un rosso di 62,6 milioni di euro, a fronte di un attivo di 23 milioni nel 2017. L'armatore, che racchiude le compagnie Tirrenia, Moby e Toremar, ha detto che in questo bilancio pesano i costi di esercizio, ovvero «l'aumento del prezzo del bunker, nonché il costo rilevante delle attività e delle nuove linee start up che hanno prodotto risultati operativi rilevanti ma hanno inevitabilmente inciso sui costi delle compagnie».

Il traffico passeggeri è stabile, riferisce il gruppo, e le merci vedono circa mezzo milione di metri lineari di carico in più. I ricavi si sono mantenuti (584,3 milioni nel 2018 e 586,1 milioni nel 2017) mentre i costi per le materie prime e i servizi sono cresciuti, passando da 357,9 a 411,2 milioni (la voce di spesa maggiore è il bunker, rincarato di oltre un quinto). Crescono anche i costi del personale, salendo da 128,6 a 132,1 milioni.

«In questa ottica si può affermare che il 2018 è stato un anno non facile ma caratterizzato da quell'ingresso in nuove aree di business, nonché dalla finalizzazione di importanti investimenti, che sono parte integrante di una strategia premiante sul lungo periodo i cui benefici ci aspettiamo si inizino a vedere già a partire dal primo trimestre dell'anno 2019», ha commentato Achille Onorato, presidente e amministratore delegato del gruppo Moby.

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Tag: moby - onorato - bilancio