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31 marzo 2023, Aggiornato alle 14,48
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Meno navi demolite nel 2022: "Ma sempre troppe sulle spiagge dell'Asia meridionale"

Shipbreaking Platform ha pubblicato l'elenco delle unità smantellate nel mondo l'anno scorso


La rete ong Shipbreaking Platform ha pubblicato l'elenco delle navi smantellate in tutto il mondo nel 2022. La demolizione delle navi sulle spiagge dell'Asia meridionale continua a causare gravi danni ai lavoratori e all'ambientale nonostante il calo del numero di navi demolite. Secondo i nuovi dati, 443 navi commerciali e unità offshore sono state cedute per la rottamazione nel 2022. Di queste, 292 grandi petroliere, bulker, piattaforme galleggianti, navi mercantili e passeggeri sono finite sulle già inquinatissime spiagge adibite allo smantellamento in Bangladesh, India e Pakistan.

Mentre i cantieri di demolizione navale dell'Asia meridionale hanno registrato il fatturato più basso in oltre un decennio, spiega la Piattaforma, con un significativo calo in termini di numero di navi demolite, sono rimaste comunque la destinazione privilegiata per la fine-vita delle navi, smantellando l'80% del tonnellaggio globale avviato al riciclaggio. 

Le ragioni del notevole calo nel numero di navi demolite nel 2022 sono molteplici, con tariffe di nolo marittimo elevate che hanno reso redditizio continuare a far funzionare le navi più vecchie e le carenze delle banche nel fornire crediti alle società per l'acquisto dei beni a fine vita individuati come driver principali.

"Le aziende hanno il dovere di eliminare gli impatti negativi che le loro scelte commerciali hanno sull'ambiente e persone. Le navi fuori uso sono rifiuti pericolosi e vengono smontate sulle spiagge soggette a marea: di gran lunga la peggiore pratica industriale", afferma Ingvild Jenssen, direttore esecutivo e fondatore di Shipbreaking Platform.