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01 ottobre 2020, Aggiornato alle 18,41
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Politiche marittime

Marittimi, si riparte da corsi e collocamento

Censirli (per la prima volta). Distribuire le spese sulla formazione. Allungare le scadenze dei corsi direttivi. Governo al lavoro sulle proposte sindacali


a cura di Paolo Bosso 
 
Ammodernare il collocamento. Distribuire le spese sulla formazione. Infine, allungare le scadenze internazionali sull'ottenimento dei certificati. Sono i tre fronti su cui il ministero dei Trasporti lavorerà nei prossimi mesi per riorganizzare il lavoro dei marittimi. Il piano viene dal tavolo sindacati-ministero che si è tenuto venerdì scorso a Roma mentre fuori in piazza manifestavano in oltre mezzo migliaio.

Corsi direttivi
La questione principale da affrontare riguarda il conseguimento dei titoli direttivi. Corsi lunghi fino a 570 ore da svolgersi obbligatoriamente a terra e in pochi mesi dell'anno visto che il ministero ha emendato tardi i regolamenti in materia, di contro a un marittimo che lavora imbarcato anche otto mesi consecutivi. Il primo obiettivo è quello di allungare le scadenze dei corsi, previa autorizzazione della Commissione europea, in modo analogo alla deroga di un anno ottenuta dall'ILO (International Labour Organization) sulla Convenzione di Manila. Il secondo obiettivo è distribuire meglio i costi, che arrivano anche a cinquemila euro e sono a carico del marittimo. La proposta condivisa è dividere la quota anche tra armatore e Regione. Su questo deciderà la Conferenza Stato-Regioni.

Collocamento
Un altro fronte riguarda l'ammodernamento del collocamento della gente di mare. Attraverso un lavoro interministeriale, come ha spiegato durante il tavolo il capo di gabinetto del ministero dei Trasporti Mauro Bonaretti, l'idea è in primo luogo quella di informatizzare e centralizzare l'archivio, poi istituire un'unica lista di collocamento, infine censire i marittimi effettivamente in attività, cosa purtroppo mai realizzata.

Lavoro gravoso e formazione
I sindacati chiedono, tra le altre cose, il riordino della legislazione sul "lavoro gravoso", includento anche il lavoro in coperta e in macchina. Il ministero ha detto che lavorerà insieme al dicastero del Lavoro per avanzare una proposta ai sindacati nei prossimi mesi. Un altro lavoro interministeriale sarà con quello dell'Istruzione per rivedere i programmi degli istituti nautici.