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30 settembre 2022, Aggiornato alle 18,08
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Politiche marittime

Marittimi extracomunitari e yacht, Lamorgese: "Ci stiamo lavorando"

L'applicazione della sentenza della Corte Ue del 2020 modifica gli ingressi dall'Europa causando problemi contrattuali e organizzativi a chartering e yachting

(National Marine Sanctuaries/Flickr)

Gli effetti sono iniziati a farsi sentire con ritardo, vista la pandemia che ha azzerato nel 2020 e fortemente contratto nel 2021 il turismo nautico, ma l'applicazione, a partire da agosto scorso, di una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 2020 rischia di influire negativamente sulla competitività dell'Italia nell'attività di chartering, yachting e superyacht, a favore di altri paesi vicini come Spagna e Grecia.

«Credo che ci si debba muovere e in fretta: stiamo parlando della regione leader nel settore nel mondo della nautica, di una specialità, quella del refitting, che riguarda i maxi-yacht che stanno nel Mediterraneo, un pezzo importante del nostro turismo e delle sinergie che il turismo porta sul mondo industriale», ha affermato il governatore della Liguria, Giovanni Toti, venerdì a Genova durante la firma di un protocollo di legalità con la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese. «È un problema molto sentito. Lo stiamo approfondendo. Tutto quello che si potrà fare per non creare disparità di trattamento con altre situazioni portuali alla luce della sentenza della Corte da parte mia verrà fatto e anche nell'immediatezza», le ha risposto indirettamente Lamorgese interpellata dai giornalisti.

Come hanno denunciato negli ultimi mesi le associazioni di categoria, in una situazione del genere le navi battenti bandiera estera che si trovano in Italia non possono avvicendare gli equipaggi nei tempi soliti. Molte imbarcazioni possono trovarsi in sosta o in viaggio per periodi lunghi, soprattutto durante il periodo estivo, non solo per attività turistiche, di chartering, crocieristiche ma anche per lavori di riparazione e manutenzione. Un periodo di novanta giorni per i marittimi extracomunitari rende impossibile il rispetto dei contratti di lavoro. Negli ultimi tempi a più riprese Confindustria Nautica, Confitarma, Asarmatori e Federagenti, tra gli altri, hanno denunciato una situazione difficile che andrà a vantaggio di altri Paesi vicini come Spagna e Grecia, anche se la sentenza della Corte Ue riguarda anche loro.

La sentenza della Corte Ue è del 5 febbraio 2020. Consente di modificare la prassi sull'eccezionalità del lavoro marittimo extracomunitario che di norma non viene soggetto al Trattato di Shengen sul controllo dell'immigrazione per via della sua particolare condizione: il marittimo si muove in più Paesi, a seconda dei casi restandoci un giorno, settimane, o anche mesi, ma il suo domicilio è un'imbarcazione in sosta temporanea. Questa eccezionalità resta, la modifica è che vale solo per i marittimi extracomunitari provenienti dalle navi che sbarcano in un Paese europeo mentre non vale per quelli che per raggiungere le imbarcazioni su cui vanno a lavorare si imbarcano passando per l'Europa, per i quali scatta una permanenza massima di novanta giorni. Apparentemente sembra un periodo lungo ma per un marittimo imbarcato in attività di chartering o di riparazione potrebbe essere un problema, per il contratto di lavoro, per l'organizzazione dell'equipaggio, per la gestione della nave.

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Tag: marittimi - yacht