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13 aprile 2024, Aggiornato alle 12,00
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Lo shipping non perde più i container

Su 250 milioni trasportati nel 2022 ne sono andati persi 661, lo 0,00048%, contro una media precedente di 1,500 l'anno. Alla base, una profonda revisione negli anni delle norme che regolano lo stivaggio

(Christian Lanegger/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

Il World Shipping Council (WSC) ha pubblicato il suo rapporto annuale sui container persi in mare. Appena 661, il numero più basso di sempre, almeno da quando si monitora sistematicamente questo dato (non da molto, dal 2008), mostrando come il trasporto via mare delle merci unitizzate nei container diventa ogni anno più sicuro. Nel 2022 sono andati persi in mare durante la navigazione solo 661 container su circa 250 milioni trasportati in tutto il mondo, ovvero meno di un millesimo dell'1 per cento (0,00048%). Un'inezia.

Tra il 2008 e il 2022 in media ogni anno si perdevano in mare 1,566 container. Il calo del 2022 rispetto a questo quindicennio è del 57 per cento. Anche se, come afferma John Butler, presidente e CEO del WSC, «non c'è tempo per l'autocompiacimento. Ogni container perso in mare sarà sempre uno di troppo». Ovvero, che un container perso in mare è il frutto di un errore di stivaggio, di un cattivo rizzaggio, oppure più semplicemente che il container era effettivamente di troppo in stiva. Ma com'è stata possibile questa drastica riduzione?

Alla base di tutto una maggiore sensibilizzazione da parte degli organismi internazionali verso le navi e gli equipaggi, manifesta in un impianto normativo sempre più capillare che oggi accompagna praticamente ogni fase del trasporto. Tutto questo ha portato a un notevole miglioramento della pianificazione dello stivaggio, andando a prevenire sovraccarchi e cattive disposizioni dei container a bordo. Nel corso degli ultimi anni la Convenzione SOLAS, quella sulla sicurezza della vita umana in mare, è stata aggiornata; è stato creato un codice di condotta per l'imballaggio delle unità di trasporto merci (il codice CTU); sono stati introdotti standard ISO per le attrezzature di rizzaggio dei container. Inoltre, l'anno scorso l'International Maritime Organization (IMO) ha aggiornato le linee guida sulle ispezioni dei container estendendole a tutti i carichi. Infine, dal 2016 è obbligatoria la pesatura di ogni container, cosa che ha incrementato notevolmente la sicurezza della navigazione, permettendo a una nave di sapere con relativa certezza quanto peso ha a bordo.

Leggi il rapporto completo del WSC

Le iniziative per migliorare la sicurezza del trasporto di container non finiscono qui. Entro giugno l'IMO, nella sua prossima riunione, discuterà la proposta di WSC di creare un sistema di segnalazione obbligatorio dei container persi in mare. Se approvato, verrebbe introdotto in via sperimentale nella primavera del 2024 per essere in vigore in tutto il mondo nel 2026.

Nel 2021 WSC insieme all'IMO, e con la collaborazione di compagnie marittime e imprese di trasporto, ha avviato il progetto MARIN Top Tier per capire in che modo vengono persi i container e in che modo si possa evitare. Il container quando cade da bordo è un oggetto che rotola parametricamente, cioè rotola senza strisciare. Sulla base di questa caratteristica lo studio ha permesso di suggerire metodi di imbrigliamento più efficaci, utilizzando attrezzi di ancoraggio più resistenti e pianificando lo stivaggio. Top Tier durerà ancora un altro anno, poi il programma sarà chiuso.

Il WSC riporta il numero di container persi in mare dal 2011, con dati a partire dal 2008. Originariamente il rapporto veniva aggiornato ogni tre anni. Per fornire aggiornamenti più tempestivi si è deciso da quest'anno di raccogliere i dati su base annuale.

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Tag: container