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11 agosto 2026, Aggiornato alle 15,43

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Politiche marittime

L'isola di Capri diventa un'intera area marina protetta

L'approvazione della Camera colma un'anomalia quarantennale. Il golfo di Napoli diventa il primo in Italia interamente tutelato

L'isola di Capri (googlemaps)

L'VIII Commissione Ambiente della Camera ha approvato il 4 agosto scorso, in sede legislativa e con voto unanime tra maggioranza e opposizione, il disegno di legge che istituisce l'Area Marina Protetta "Isola di Capri". Una svolta che arriva dopo oltre quarant'anni di battaglie condotte dalle associazioni ambientaliste, tra cui Marevivo, nata proprio a Capri negli anni Ottanta.

L'isola era l'unica grande meta del Mediterraneo ancora priva di una protezione marina dedicata, un'anomalia che il provvedimento colma definitivamente. Il Ministero dell'Ambiente avrà ora sei mesi dall'entrata in vigore della legge per avviare e concludere l'istruttoria tecnica di perimetrazione e rendere operativa la tutela. La dotazione finanziaria prevede un incremento di 300.000 euro all'anno a decorrere dal 2027 per la gestione dell'area.

La legge interviene anche sul piano normativo più ampio: modifica l'articolo 36 della legge quadro 394/1991 separando Capri da Punta Campanella, fino ad oggi accorpate in un'unica area di reperimento, e assegnando a ciascuna un percorso gestionale autonomo. Il provvedimento completa il sistema delle aree marine protette del Golfo di Napoli, che diventa così il primo golfo italiano interamente tutelato attraverso una rete coordinata di aree marine protette. Le altre due già esistenti sono il Regno di Nettuno — che comprende Ischia e Procida, istituita diciannove anni fa — e Punta Campanella.

L'approvazione ha carattere trasversale. Prima firmataria del DDL è la senatrice di FdI Lavinia Mennuni; tra i sostenitori più attivi Sergio Costa, vicepresidente della Camera e già ministro dell'Ambiente. Il presidente della Commissione Ambiente, Mauro Rotelli (FdI), ha espresso soddisfazione per il voto unanime. Dal versante dell'opposizione, il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli ha annunciato impegno per accelerare la fase attuativa.

Sul territorio i Comuni di Capri e Anacapri avevano già anticipato alcuni strumenti di gestione, posizionando campi boe e gavitelli per contingentare l'accesso delle imbarcazioni nelle grotte e nelle baie più frequentate.

L'istituzione di Capri porta a 33 le aree marine protette italiane (32 più 2 parchi archeologici sommersi) a fronte delle 52 previste dalla legge quadro del 1991. Un divario ancora ampio, su cui Marevivo continua a fare pressione, anche sul fronte delle risorse: l'associazione ha segnalato la recente riduzione del 23 per cento dei fondi destinati a parchi e aree marine protette e annunciato battaglia nella prossima legge di bilancio.