|
napoli 2
14 ottobre 2026, Aggiornato alle 15,30

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Politiche marittime

Servizi portuali, l'Ue: no all'obbligo di bandiera

La Commissione europea ha inviato un parere motivato a Italia, Francia e Spagna per il mancato rispetto delle norme europee soprattutto sui servizi di rimorchio e ormeggio


La Commissione Europea ha inviato un parere motivato a Italia, Francia e Spagna nell'ambito della procedura di infrazione avviata nei confronti dei tre Paesi per il mancato rispetto delle norme europee sui servizi portuali. Al centro della contestazione c'è l'obbligo, imposto dai tre governi, che le navi impegnate nelle operazioni di rimorchio e ormeggio nei porti nazionali battano la rispettiva bandiera nazionale, e non semplicemente una bandiera di qualsiasi Stato membro dell'UE.

La questione era già emersa a gennaio 2026, quando Bruxelles aveva inviato le lettere di costituzione in mora, il primo passo formale della procedura di infrazione, alle tre capitali. Non avendo ricevuto risposte soddisfacenti, la Commissione ha ora compiuto il secondo passo, inviando il parere motivato. I numeri di procedura assegnati sono INFR(2025)4021 per la Spagna, INFR(2025)2180 per la Francia e INFR(2025)2181 per l'Italia.

Il nodo giuridico è preciso. Il regolamento europeo sui servizi portuali n. 352/2017 consente agli Stati membri di imporre un requisito di bandiera per ragioni sociali e di tutela del lavoro, ma solo a condizioni rigorose di trasparenza, non discriminazione e proporzionalità, e prescrive che tale requisito faccia riferimento alla bandiera di qualsiasi Stato membro dell'UE, non alla bandiera nazionale di uno specifico Paese. L'obbligo di battere esclusivamente bandiera italiana, francese o spagnola, sostiene Bruxelles, non è compatibile né con il regolamento sui servizi portuali né con l'articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, che garantisce la libertà di stabilimento.

I tre governi hanno ora due mesi di tempo per rispondere e adeguarsi. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire i casi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

Tag: economia