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08 agosto 2020, Aggiornato alle 12,18
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Infrastrutture - Logistica

Liguria, autostrade trappola e infrastrutture mancanti

Continuano i gravi disagi nella regione per camionisti, conduttori di autobus e automobilisti. Il punto di Stefano Briata


di Stefano BriataDL News

Sabato 11 luglio sono andato a trovare un amico e i suoi genitori a Cervo (Imperia), nel Ponente della Liguria: essi sono lombardi di Busto Arsizio, ma spesso in terra ligure. Il viaggio di andata nel tardo pomeriggio è stato regolare, nonostante abbia percorso l'autostrada su carreggiata unica da Genova Aeroporto ad Albisola. Il ritorno invece è stato davvero molto difficoltoso per una serie di cause, alcune direi davvero assurde. Vediamole. Da Andora a Varazze è filato tutto liscio, poi coda tremenda a causa dell'uscita obbligatoria ad Arenzano. ASPI ha deciso di controllare gallerie e viadotti della tratta Arenzano – Prà in direzione Genova nel fine settimana: una decisione avventata, criminale, e disorganizzata. Il problema è che fino a Voltri c'è stata una lunga coda di auto e camion, perché i semafori di Arenzano e di Genova Voltri facevano da tappo con totale assenza di collaborazione da parte dei Comuni di Arenzano e di Genova tramite la polizia municipale. L'unico ad intervenire è stato un cantoniere ANAS, in collaborazione con la Polizia, per snellire il traffico dal cantiere fisso a Vesima.

Quello che vi ho descritto è solo la punta dell'iceberg alla quale ho assistito. In realtà camionisti, conduttori di autobus e automobilisti costretti ad usare auto per motivi familiari e di lavoro, hanno vissuto situazioni peggiori, con apertura di tratte autostradali in ritardo, dopo i controlli notturni, subendo code interminabili sulla via Aurelia a Levante e a Ponente, traffico cittadino impazzito e disorganizzato, e grandi problemi ci sono stati, e ci sono ancora, anche in Val Polcevera, dove corre la autostrada A7. Di fronte a questa situazione la classe politica si è trovata impotente, incapace di reagire, tranne il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che nei limiti delle sue competenze, ha alzato la voce, ha chiesto aiuto, cercando di muovere le acque, trovando qualche risposta (anche se molto carenti) da parte di ASPI ma nessuna dal Ministero delle Infrastrutture, come confermato dallo stesso presidente di Regione.

Chi si sta muovendo molto bene sono le associazioni di categoria, dagli spedizionieri, alle associazioni di trasporto, alle associazioni di imprese. Tutte queste categorie, insieme, avevano organizzato la manifestazione a Roma, con camion, ma la Questura ha negato loro il permesso (decisione politica direi), cambiando subito le carte in tavola inserendo la manifestazione con camion e presidio davanti alla prefettura di Genova il giorno 21 luglio, in occasione della visita del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli.

In questa difficile situazione che la Liguria sta attraversando, con riflessi negativi per le altre regioni del Nord-Ovest (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia) e alla lunga per il Nord-Est (il Veneto pare che abbia già perso 1 miliardo di euro a causa dei blocchi autostradali liguri), Bartolomeo Giachino ha deciso di muoversi lanciando appelli alle regioni dello stesso Nord-Ovest affinché sostengano la Liguria. Ecco il suo intervento del 29 giugno 2020 sul Corriere Marittimo: "Da giorni e giorni arrivare in Liguria per passeggeri e merci è diventato un calvario. Tutti i lavori per la messa in sicurezza di gallerie e viadotti, che avrebbero dovuto scattare subito dopo la tragica caduta del Ponte Morandi, sono scattati purtroppo solo ora perché a Roma hanno capito che in questi due anni la gente e i trasporti hanno viaggiato senza sicurezza".

Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti, e attuale presidente di Saimare S.p.A., già protagonista di primo piano per la TAV-TAC in Piemonte, ha scritto una lettera aperta, con appello a Governo, Confindustria Piemonte e Lombardia, e le due Regioni, nella quale si chiede di "non lasciare da sola la Liguria a pagare i ritardi di Autostrade e Governo". "Delle 22 corsie autostradali da e verso la Liguria ne funzionano solo 10. Il nodo di Genova con quello di Bologna sono i punti più difficili della mobilità stradale del Paese. Da vent'anni a Genova si aspettano Terzo Valico e Gronda. La tragica caduta del Ponte Morandi è stata gestita molto bene da Sindaco e Regione che con investimenti e lavori rapidi hanno migliorato la viabilità locali", ma la chiusura di alcune tratte senza preavviso hanno messo in ginocchio la viabilità genovese lungo la costa e l'entroterra, senza fornire ulteriori informazioni agli automobilisti e camionisti attraverso i display fissi in autostrada e agli ingressi degli svincoli. Si parlava della chiusura totale di A12 e di A26, però questo è stato scongiurato, ma come sostiene Giachino, si trattava di una soluzione inaccettabile ed insostenibile. Grave è stato mescolare le discussioni sulle concessioni autostradali e i lavori di manutenzione straordinaria, che hanno provocato pesanti disagi da parte del Nord-Ovest… Vi sembra normale che il Nord-Ovest debba pagare i rimorsi (?) di coscienza (?) da parte di ASPI e del Governo?

Sempre Giachino fa rilevare che il modo di gestire la situazione da parte di ASPI e Governo rischia di fare perdere traffici ai porti italiani, dato che i grandi gruppi italiani ed europei sono capaci di dirottare verso i porti del Nord Europa le merci in entrata e in uscita, quindi "la incompetenza governativa viene pagata dall'economia nazionale. Mi auguro pertanto che le Associazioni produttive del Nord-Ovest e le Regioni Piemonte e Lombardia si muovano in giornata col Governo". Questo è il succo del suo intervento di fine giugno, come ricordiamo. In effetti qualcosa si è mosso, con la manifestazione a Genova del 21 e a Roma del 22 luglio, come abbiamo detto all'inizio. Tuttavia, l'ex sottosegretario mi ha detto che per manifestazioni del genere ci si doveva muovere molto prima, però meglio tardi che mai. Non voglio essere rompiscatole citando e commentando gli interventi di Bartolomeo Giachino, ma è un importante dirigente d'azienda e sa quello che dice.

Su Il Giornale del 17 luglio, a margine di un seminario tenutosi a Milano il giorno precedente, sempre Giachino ha commentato la soluzione del Governo su Atlantia-ASPI e i disagi in corso sulle autostrade liguri. Per Giachino, i grandi problemi clamorosamente evidenziati dopo la tragica caduta del ponte Morandi e relativi alla sicurezza di una rete autostradale vecchia come quella che interessa la Liguria, i suoi porti e il Nord-Ovest, dovranno trovare risposta nella revisione della concessione prevista recentemente dal governo come ipotesi. "I porti liguri sono un perno importante del sistema economico e logistico del Nord del Paese in particolare del Nord-Ovest – sottolinea l'ex sottosegretario –. Oltre il 50% delle esportazioni italiane extra Ue partono dai porti liguri. Per un paese che vuole tornare a crescere di più l'aumento delle esportazioni è una priorità nazionale. Un sistema portuale e logistico come quello che fa capo al porto di Genova e che insieme alla Area Logistica lombardo-piemontese con la costruzione del Terzo Valico e della TAV-TAC diverrà la più grande area logistica del Sud Europa ha assoluto bisogno di un sistema infrastrutturale, autostradale e ferroviario, moderno e altamente competitivo".

Il problema è la competitività delle infrastrutture: "… con la nuova diga foranea Genova potrà diventare la porta da e verso l'Africa e l'Oriente dell'Europa centro-meridionale (io aggiungerei anche Nord e Sud America, ndr). Occorrono pertanto da un lato interventi che riducano l'intasamento del traffico e il sovraccarico in alcuni snodi. La gronda autostradale risponde pienamente a questi requisiti (aggiungo: ci vorrebbe anche la gronda di Levante, ndr), mentre la costruzione della nuova diga foranea al porto di Genova consentirà l'aumento dei traffici e quindi della crescita. Ecco che la costruzione della nuova diga genovese dovrebbe essere posta a carico dei nuovi concessionari (ASPI, ndr) e in parte di FS, così come sarà strategico alleggerire il traffico sulla rete stradale normale prevedendo uno sconto diretto al casello per le aziende di autotrasporto, iniziativa attualmente a carico del bilancio dello Stato con un costo che supera i cento milioni di euro annui. Questi fondi potrebbero essere utilizzati per una forte rottamazione dei vecchi mezzi pesanti euro 0, 1, 2, 3, 4, dando in questo modo un contributo alla ripresa del settore mezzi pesanti".

Giachino conclude con una amara riflessione: "Purtroppo le 43 vittime di quel tragico 14 agosto (2018, ndr) che resterà sempre nella mia memoria (anche nella mia, ndr), non potranno ritornare dai loro cari. Cerchiamo di individuare rapidamente soluzioni importanti dopo che si è perso, grazie alla incompetenza di qualcuno, due anni di tempo". A proposito di TAV, ritengo giusto fare chiarezza su un punto. I media televisivi, online e cartacei continuano a parlare di TAV senza specificare bene il suo utilizzo. Parlano solo di Alta Velocità, ma non di Alta Capacità. L'Alta Velocità TAV, ad esempio, è quella tra Milano e Bologna con un tempo di 65 minuti circa per i passeggeri, e velocità massima raggiunta, per quello che ho visto io di persona, di 320 km/h. L'Alta Capacita TAC, della quale non si parla praticamente mai, è per i treni merci, che hanno o avranno la possibilità di viaggiare ad una velocità regolare di 120 km/h, senza incontrare stazioni intermedie o quasi, come nelle vecchie linee ordinarie… Un grande vantaggio per il trasporto su rotaia a discapito di quello su gomma. Da parte dei media, spiegare questa differenza sarebbe molto utile per tanti motivi.