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02 dicembre 2021, Aggiornato alle 13,27
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Cultura

Libro / Il lavoro portuale ai tempi delle mega navi

Dello studioso di sociologia ed economia Andrea Bottalico, un testo che analizza la grande trasformazione del lavoro dietro la logistica delle merci


I porti sono un buon posto dove osservare il funzionamento dell'economia mondiale, che a seguito della pandemia ha visto accelerare una serie di cambiamenti già in atto da anni. Andrea Bottalico, studioso di sociologia economica, analizza la cifra di questo cambiamento in un libro edito da EgeaIl lavoro portuale ai tempi delle mega navi.

Il testo compara due grandi porti europei, quello di Anversa e Genova. Come si legge dal retro di copertina, negli ultimi decenni i porti sono stati investiti da importanti trasformazioni, sviluppandosi in nodi all'interno delle catene marittimo-logistiche globali. Al contempo i porti sono radicati all'interno di cornici istituzionali e spaziali specifiche, strettamente connesse con il passato. Attraverso l'analisi comparata dei casi di Genova e Anversa, il libro di Bottalico focalizza l'attenzione sulle condizioni di lavoro, in un contesto che negli ultimi vent'anni è stato caratterizzato da grandi economie di scala, con navi sempre più grandi a cui è richiesta la grande organizzazione dei terminal di terra per sdoganarli velocemente. 

Le domande a cui Bottalico cerca di rispondere sono due: in che modo i sistemi del lavoro nei porti europei stanno cambiando?, quali sono i fattori principali che determinano queste tendenze, e quali le risposte a tali mutamenti? Le evidenze empiriche mostrano la difficile coesistenza tra esigenze del mercato e logiche orientate alla corretta distribuzione delle risorse, alla crescita professionale, a condizioni d'impiego decenti e alla stabilità occupazionale. Lo studio comparato dei sistemi del lavoro nei porti europei, inoltre, favorisce una riflessione più generale sull'impatto delle reti produttive globali e dei vincoli istituzionali sulle condizioni d'impiego locali.

Il libro di Bottalico arriva all'indomani di una ripresa economica incerta dopo la prima ondata della pandemia. La domanda mondiale di energia e prodotti di consumo è impennata, troppo per essere adeguatamente soddisfatta per tutti. Alcuni Paesi, soprattutto la Cina, hanno fatto incetta di materie prime, come hanno fatto anche le grandi industrie europee e nordamericane. La combinazione di questi due fenomeni ha impallato la logistica delle merci, con molti porti che si sono ritrovati in affanno nel caricare e scaricare le navi velocemente, formando ingorghi. A questo si sono aggiunti periodici focolai e quarantene che hanno ulteriormente ingolfato il flusso della grande distribuzione.

Tag: libri - economia