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20 aprile 2024, Aggiornato alle 20,22
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Politiche marittime

L'Emission Trading System costerà 3 miliardi all'armamento italiano nel 2024

È il risultato di un vasto studio - che va avanti da un anno - commissionato da Confitarma e Assarmatori, che lo hanno inviato in questi giorni al governo

(Roderick Eime/Flickr)

Secondo una ricerca commissionata da Assarmatori e Confitarma, l'estensione dell'Emission Trading System al trasporto marittimo comporterà quest'anno un costo superiore ai tre miliardi di euro da parte delle compagnie. Il documento con questi dati aggiornati è stato inviato dalle due associazioni armatoriali al comitato di esperti nominato in seno al Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (CIPOM) e al capo di gabinetto del ministero per le Politiche del Mare alla Protezione Civile, Riccardo Rigillo.

La ricerca si chiama "La rotta verso il net zero. Insieme per decarbonizzare il settore marittimo", ed è l'aggiornamento di uno studio che va avanti da circa un anno, redatto dalle due associazioni insieme a Eni con la collaborazione di tre delle più grandi aziende produttrici di motori navali (Wärtsilä, WinGD e MAN Energy Solutions), oltre a Unem, Federchimica/Assogasliquidi, Assocostieri e Rina, che ha supervisionato il lavoro di 40 esperti iniziato nel marzo 2023.

Il documento definisce un orientamento strategico, a partire dall'analisi dell'evoluzione tecnologica dei motori e dalla disponibilità, anche in termini di infrastrutture, di vettori energetici a ridotta intensità carbonica. Tale lavoro contiene, inoltre, un'articolata analisi delle opzioni disponibili per la decarbonizzazione del settore basata sull'ottimizzazione delle curve di costo e le disponibilità tecnologiche nel breve e medio termine, per consentire agli armatori di rispondere ai target del regolamento FuelEU Maritime, ai requisiti della direttiva ETS (Emission Trading System) e dell'International Maritime Organization, nonché agli altri ulteriori adempimenti nazionali.

Il costo pari a oltre tre miliardi è stimato sulla base delle emissioni rendicontate nel sistema EU MRV (Monitoring, Reporting, Verification) nel 2022, tenuto conto di un periodo di introduzione graduale dell'ETS che prevede vengano restituite nel 2025 le quote solo per il 40 per cento delle emissioni di anidride carbonica relative al 2024 e considerato il valore delle quote di CO2 (EU Allowances - EUA) pari a un valore medio di 100 euro per tonnellata di anidride carbonica.

«Aver lavorato insieme a questo documento e averlo presentato congiuntamente al CIPOM e alla struttura del ministro per le Politiche del Mare e la Protezione Civile - commentano congiuntamente il presidente di Confitarma, Mauro Zanetti, e il presidente di Assarmatori, Stefano Messina - rimarca ancora una volta la volontà degli armatori, e tante aziende hanno dato un forte contributo a questo lavoro, di fare tutto quanto in loro potere nell'ottica della decarbonizzazione del trasporto marittimo. Abbiamo offerto agli Esperti un lavoro che riteniamo completo e che identifica le diverse strade percorribili, non necessariamente in conflitto, per diminuire l'impronta carbonica dello shipping in modo razionale. In questo percorso, tuttavia, l'armamento non può essere lasciato solo: occorrono risposte da parte dell'industria di terra per l'individuazione e la produzione dei fuel alternativi, un accompagnamento delle istituzioni e un sistema regolatorio nazionale, comunitario e internazionale pragmatico, che non fissi obiettivi irrealistici e non funzionali per una vera sostenibilità ambientale».

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