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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Le sfide del prossimo anno

Dalle navi intelligenti al futuro degli equipaggi multilingue, dalla propulsione a gas alle nuove legislazioni: le riflessioni di Decio Lucano sul 2018 dello shipping


di Decio Lucano - DL News 

Ogni anno è l'anno delle sfide, soprattutto nelle tecnologie, la casa smart, l'ufficio 4.0, la fabbrica online, il porto robot, l'istruzione digitale.., e il 2018 sarà l'anno delle navi robot, o meglio dei passi avanti verso questo obiettivo. Intanto la nostra prua ideale va verso una diffusione della propulsione a gas, della elettrificazione nei sistemi ausiliari a bordo, di progetti di scafi e di materiali compositi, della digitalizzazione sempre più spinta.

La sfida della nave autonomous, dall'intelligenza artificiale, per dire la nave senza equipaggio, è il banco di prova di industria, di produttori, di armatori, di cantieri, di laboratori di ricerca avanzati e attivi dalla Norvegia al Regno Unito al Giappone. Non bastano i primi esperimenti su rimorchiatori o piccole unità, l'obiettivo non è solo tecnologico peraltro già pronto come abbiamo documentato in precedenza, il problema da risolvere è economico e competitivo oltre a coinvolgere altre esigenze di politiche e giuridiche alle quali ci avviciniamo lentamente, il che significa un nuovo mondo marittimo nei trasporti.

Questo sistema quanto costa? Sono sufficienti le economie di scala delle grandi compagnie? Chi paga i danni fatti dalle navi drone o con equipaggio ridottissimo? E dove trovare personale navigante qualficatissimo pronto a sacrificarsi in caso di sinistro? Lo scenario dei sinistri di una nave di questo tipo è vastissimo, impensabile.

Le navi aumentano sempre di più nelle dimensioni.
Nessuno finora ha fatto i conti, anche perché  mancano delle esperienze, solo i modelli matematici ci possono aiutare simulando tipologie di navi e linee commerciali. Una tecnologia assistita da terra con migliaia di sensori a bordo, e a terra personale dedicato devono affrontare e assicurare la navigazione e il traffico commerciale accettando  un radicale cambiamento delle leggi del mare e della gestione del personale.

Se ne sono accorti pochissimi, tranne gli addetti ai lavori, che viviamo in un altro mondo marittimo dove non c'è solo la tecnologia nella conduzione della nave e del complesso armatoriale. Dai registri internazionali (di paesi a larga tradizione marittima) con equipaggi di varie nazionalità, dal comandante al mozzo prendendo come esempio l'Italia, la nave è sottoposta a leggi internazionali come l'Imo, le direttive Ue,  le legislazioni degli stati cui appartengono gli equipaggi, il nostro Codice della Navigazione che "arranca" con fatica per tenersi aggiornato.

Le sfide sono tante, bisogna rincorrerle o creare prima le basi di un sistema omnicomprensivo che contemperi le diverse realtà di questo mondo economico marittimo, oppure lasciamo che il progresso, come è sempre stato, ci porti dove vuole lui? In ogni modo ogni nave è di per sé più o meno "intelligente", ma soprattutto ha un cuore.