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28 novembre 2020, Aggiornato alle 19,54
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Logistica

Le imprese di trasporto chiedono sgravi fino al 2021

Secondo Confetra sarebbero più efficaci delle coperture del credito avviate con gli ultimi decreti, che richiederebbero mesi di istruttorie bancarie. Nicolini: "Abbiamo poche settimane"


Riduzione del 40 per cento degli oneri fiscali e contributivi fino alla fine del 2021  in cambio del mantenimento occupazionale. Lo chiedono le aziende logistiche italiane per fronteggiare adeguatamente gli effetti del lockdown produttivo a seguito della pandemia da Coronavirus. «Il nostro settore, labour intensive, necessiterebbe di  una copertura di circa 7 miliardi, l'1 per cento di quanto complessivamente stanziato dal governo. E sarebbe addirittura più utile di un prestito bancario. Lo abbiamo messo per iscritto: con una contrazione media prevista del 20 per cento dei volumi su base annua, vanno in fumo 18 miliardi di fatturato nel nostro settore, l'equivalente di 300 mila posti di lavoro. Concentriamoci su questo», spiega il presidente di Confetra, Guido Nicolini.

400 miliardi di garanzie pubbliche sui prestiti, differimento di imposte e contributi. Sommati ai 350 miliardi di risorse stimolate dal "Cura Italia", l'ultimo decreto governativo sul credito alle imprese potrebbe muovere fino a 750 miliardi di potenziali sgravi e finanziamenti, pari alla metà del PIL italiano. «Cifre poderose, il problema sono i tempi per erogare i prestiti bancari», secondo Nicolini. I contributi diretti dello Stato, e quelli collateralli che questi stessi contributi generano sono senza precedenti. Ma quando saranno a disposizione dei lavoratori e dei manager? «Noi che facciamo impresa - conclude Nicolini -, sappiamo che un prestito, anche di pochi milioni, può generare un'istruttoria di mesi. Ma al sistema produttivo italiano non può aspettare più di due, tre settimane, altrimenti rischia l'ecatombe economico-sociale. La scorsa settimana abbiamo sottoscritto un protocollo con ABI per l'anticipazione della cassa integrazione. Ci confrontiamo con Cassa Depositi e Prestiti sui pagamenti dilazionati, e abbiamo sottoscritto anche una intesa con Mediocredito centrale. Il fattore tempo è tutto».