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06 dicembre 2019, Aggiornato alle 17,29
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Lauro: "L'Italia ratifichi Convenzione sui crediti marittimi"

Secondo l'avvocato marittimista "è inconcepibile che gli armatori aspettano questo strumento dal 2012". Il punto sull'ultima giornata della Shipping and the Law

Francesco Saverio Lauro e Pietro Spirito

«Bisogna assolutamente intervenire per sbloccare la ratifica di convenzioni internazionali, alcune delle quali non ancora ratificate dall'Italia». Lo ha affermato Francesco Saverio Lauro, primo presidente dell'Autorità portuale di Napoli negli anni Novanta. Avvocato marittimista, è l'organizzatore dell'evento Shipping and the Law di Napoli, quest'anno tenutosi il 9 e 10 ottobre. Secondo Lauro «è inconcepibile il mancato deposito dello strumento di ratifica della Convenzione di Londra sulla limitazione della responsabilità per i crediti marittimi, un atto che il mondo marittimo attende da anni e che dal 2012 lascia gli armatori italiani incerti e in svantaggio rispetto agli altri Paesi». Secondo Lauro non c'è una volontà politica dietro tutto questo ma la semplice negligenza, «un ritardo masochista che danneggia gravemente il Paese».

Nella seconda e ultima giornata (qui il resoconto della prima) della Shipping and the Law si è parlato dei nuovi pontili gemelli che verranno realizzati nei porti di Civitavecchia e Barcellona per migliorare lo sbarco e l'imbarco dell'importante flusso di passeggeri tra la Capitale e la città catalana. Poi, il presidente dei porti campani, Pietro Spirito, ha fatto il punto sulla nuova stazione marittima del molo Beverello di Napoli, un altro punto nevralgico del cabotaggio mediterraneo da milioni di passeggeri l'anno. Piccoli interventi che però danno il via a opere infrastrutturali importanti nei porti del centro-sud Italia. Infine, si è parlato di navi senza equipaggio, di Brexit e della gestione dei rifiuti pericolosi prodotti dal settore.

Beverello
Il primo progetto a partire è quello del rifacimento del Molo Beverello a Napoli che partirà con la costruzione di una struttura provvisoria che sarà utilizzata nella fase di costruzione della stazione marittima, per poter poi procedere alla demolizione le biglietterie attuali e partire con la realizzazione del nuovo terminal, che sarà una moderna struttura di 2,400 mq coperti con accoglienza, biglietterie, parcheggi, ristoro e punti informazione, per un investimento di 18 milioni di euro. Il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centrale, Pietro Spirito, ha spiegato ad ottobre inizia la costruzione delle biglietterie provvisorie, «così potremo liberare la stazione marittima attuale per la demolizione e l'inizio del nuovo edificio». Spirito ha anche sottolineato le difficoltà per i manager dei porti di stare al passo con un mondo che cambia molto rapidamente: «Nonostante la crisi le dimensioni delle flotte sia nel settore commerciale che in quello dei passeggeri stanno crescendo. Questo vuol dire che le infrastrutture portuali devono adattarsi alle nuove flotte, un impegno molto difficile perché le procedure amministrative in Italia non  sono al passo con i tempi per le sfide che dobbiamo affrontare». Anche sui finanziamenti per i progetti infrastrutturali, Spirito ha sottolineato che in futuro «i privati dovranno sempre di più essere coinvolti negli investimenti dei porti. Al settore pubblico deve rimanere il finanziamento di quegli investimenti che non portano profitti, per gli altri ci deve esse un ruolo crescente».

Barcellona-Civitavecchia
Nel sistema portuale di Roma, invece, sta per partire la costruzione del nuovo pontile a Civitavecchia che sarà dedicato al collegamento con Barcellona, un progetto gemello con la città catalana. «È un lavoro da otto milioni di euro - spiega Francesco Di Majo, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale - finanziato in parte dall'Unione Europea e che è stato presentato insieme a Barcellona. I lavori cominceranno la settimana prossima. Il progetto di sviluppo più grosso è però quello del porto commerciale di Fiumicino, che prevede nel complesso un investimento da 500 milioni di euro. Per ora abbiamo un finanziamento dalla Bei da 100 milioni per Fiumicino e cominciamo con il primo piccolo pezzo, la costruzione della darsena pescherecci che permetterà loro di non attraccare più nel porto canale, nell'area della nuova darsena verranno delocalizzati anche alcuni cantieri navali che sono in città. Siamo su questo alla progettazione esecutiva e per il 2021 parte la gara d'appalto». Infine, 4 milioni di euro da fondi Ue serviranno a rinforzare gli spostamenti via treno. 

LNG
Giacomo Gavarone, presidente dei Giovani di Confitarma, si è soffermato sulla necessità di distribuire il gas naturale liquefatto, utile come combustibile per le navi. «So che non è facile per le autorità allestire le stazioni di rifornimento – spiega - ma ad esempio a Barcellona lo stanno facendo. Non si può pretendere che facciano tutto gli armatori che stanno già investendo nonostante la crisi: ricordo che montare uno scrubber, che abbatte le emissioni delle navi, costa un milione e mezzo di euro. Oggi nelle compagnie ci sono anche i fondi di investimento, che vogliono utili, si può spiegare loro che dalla lotta al cambiamento climatico non arriveranno di certo guadagni, ma diventa difficile prospettare un bagno di sangue finanziario».

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